"Da due anni faccio volontariato con il Progetto 'Cena Fuori', che si occupa di persone senza dimora. Un’esperienza umana importante che mi ha permesso anche di conoscere da vicino le dinamiche della strada e della povertà estrema, comprese quelle del complesso ex Isnardi di via XXV Aprile e del conflitto tra residenti e persone che occupano gli edifici abbandonati", a dirlo è lo storico attivista imperiese Giovanni Vassallo che interviene sulla vicenda a titolo personale
"La prima considerazione è che gli sgomberi, da soli, non sembrano risolvere il problema. Anche nei giorni immediatamente successivi agli interventi delle forze dell’ordine, nel corso del nostro servizio non abbiamo mai riscontrato una reale diminuzione del numero delle persone senza dimora: semplicemente, il fenomeno tende a spostarsi. La seconda è che le persone che vivono in strada non sono moltissime e una parte del problema potrebbe essere affrontata mettendo a disposizione un centro di accoglienza notturno, che oggi in città manca. La terza riguarda invece gli edifici vuoti. Perché non trasformare alcuni di questi spazi da luoghi senza controllo a presidi del territorio? Esistono esperienze, come quelle sviluppate nei Paesi Bassi, nelle quali gli immobili inutilizzati vengono affidati temporaneamente a famiglie, associazioni o realtà sociali che ne garantiscono presenza, sorveglianza e manutenzione".
"Si potrebbe verificare la possibilità di applicare un modello analogo, affidando alcuni locali degli edifici Isnardi, o di altri immobili abbandonati, ad associazioni o soggetti qualificati attraverso un comodato gratuito, con una clausola precisa: la concessione decadrebbe immediatamente nel momento in cui il proprietario decidesse di vendere, ristrutturare o utilizzare nuovamente l’immobile".
Non sarebbe una proposta “buonista”, né una legittimazione delle occupazioni. Al contrario, potrebbe essere uno strumento di controllo intelligente del territorio. In un edificio completamente vuoto, una porta forzata o un ingresso abusivo possono passare inosservati per giorni; in uno stabile presidiato, è molto più difficile. È naturalmente un’idea personale e ancora da verificare sotto il profilo giuridico e operativo. Ma dopo tanti incontri e interventi, credo valga la pena discuterne. L’obiettivo non può che essere quello di garantire insieme sicurezza ai residenti, dignità alle persone in difficoltà e un controllo effettivo degli edifici oggi abbandonati".














