Il presidente della Provincia di Imperia e dell’EGATO, Claudio Scajola, respinge le critiche dell’opposizione sulla gestione della crisi idrica e difende il lavoro svolto dalla Provincia e da Rivieracqua, sostenendo che il sistema stia attraversando una fase di profonda trasformazione dopo anni di ritardi e carenze infrastrutturali.
Secondo Scajola, "anche in un’estate caldissima e siccitosa non si registrano mancanze strutturali d’acqua nei territori serviti. Le rotture giornaliere ci sono, ma la differenza rispetto al passato sta nella tempestività delle riparazioni". Il nuovo Piano degli Interventi prevede circa 13 milioni di euro all’anno fino al 2029, contro gli 8 milioni inizialmente programmati, con la tariffa indicata come invariata". "È facile urlare contro Rivieracqua e contro la Provincia, soprattutto di fronte a un guasto o a una rottura di rete in un’estate in cui il sistema è sottoposto a forte stress. Ma la mia responsabilità istituzionale è raccontare la realtà dei fatti: i miracoli non si fanno dall’oggi al domani, ma numeri e cantieri dimostrano una svolta gestionale".
Secondo Scajola," il territorio deve fare i conti con un patrimonio infrastrutturale particolarmente esteso e in parte deteriorato: oltre 2.000 chilometri di acquedotto e più di 1.000 chilometri di fognature, sui quali in passato sarebbero stati effettuati investimenti insufficienti"
"Negli ultimi due anni - riferisce il presidente - sono stati destinati oltre 40 milioni di euro al settore acquedottistico e più di 18 milioni alla depurazione e alla rete fognaria. Sul fronte della gestione delle perdite, oltre 1.000 chilometri di rete sono stati distrettualizzati, mentre prosegue la sostituzione delle condotte più ammalorate".
Claudio Scajola richiama inoltre gli interventi realizzati nel Golfo Dianese e ad Andora, dove i collegamenti con il depuratore centrale di Imperia e con l’acquedotto del Roja avrebbero contribuito a ridurre il rischio di nuove emergenze idriche.
Anche Rivieracqua respinge le contestazioni e rivendica l'avvio di un piano straordinario per la manutenzione delle reti fognarie e degli impianti di depurazione. La società afferma di aver previsto oltre 8,3 milioni di euro di investimenti nell’anno in corso e un incremento degli investimenti del 70% negli ultimi 18 mesi. La società ribadisce la propria disponibilità al confronto con istituzioni e territorio, sostenendo che "la tutela del mare e la qualità dei servizi ai cittadini richiedano un impegno condiviso e non contrapposizioni di natura politica".
A fronte delle rassicurazioni di Provincia e gestore, cittadini, associazioni e comitati guardano però con preoccupazione alla situazione, soprattutto per le possibili conseguenze economiche degli interventi necessari. L’aumento degli investimenti, la manutenzione di una rete molto estesa e la necessità di reperire nuove risorse alimentano, infatti, il timore che, anche in presenza dell’attuale impegno finanziario dichiarato, "il costo della crisi infrastrutturale possa ricadere in futuro sulle bollette".














