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Libri | 02 agosto 2026, 08:36

DELITTO PER DILETTO. "Il condominio" - Puntata 3

Racconto giallo a puntate di Rodolfo Rotondo

DELITTO PER DILETTO. "Il condominio" - Puntata 3

Il commissario Briscola ha incaricato un suo collaboratore di trovare il numero di telefono della ex moglie dell'ingegnere.  Tra l'altro sentendo ancora Maria, la domestica, ha saputo che lei e la figlia, che ora fa la professoressa e ha circa trentacinque anni, vivono fuori regione, in Lombardia.
Qualcuno bussa alla porta del commissario, é una giovane poliziotta: ha i capelli raccolti nel cappello e la divisa in ordine perfetto.
"Ecco commissario!" afferma la ragazza mantenendo una perfetta disciplina militare e posando sulla scrivania un foglio A4 con tutti i dati, le proprietà e i numeri telefonici di Cristina Biondi e sua figlia Alice Lucido.
Neppure il tempo per il commissario di dire: "Grazie", che la porta si richiude lasciandolo solo in ufficio.
Dire che il commissario Briscola non è amato appare un eufemismo.  In fondo da alcuni anni somiglia parecchio all'uomo che non si fa che fine abbia fatto.
Come l'ingegnere Lucido è diventato intollerante,  antipatico, egoista, permaloso e ha fatto il vuoto intorno a lui. A cominciare dalla famiglia: una moglie e un figlio che lo hanno lasciato da solo.
E ora con quel foglio davanti, che cosa può fare se non comporre il numero della moglie Cristina?
Alla risposta, dopo essersi presentato,...
"Non so se ne è già a  conoscenza, ma suo marito Roberto Lucido è scomparso da un paio di giorni".
"Ex marito!"
"Certo, sa cosa può essere successo? Dove sia?"
"No e  non mi interessa!"
"Magari sua figlia...."
"Forse non ha capito, io e mia figlia non  vogliamo più avere niente a che fare con quel bastardo!"
"Eccone altre" pensa Briscola abituato a sentire risposte come questa quando si parla dell'ingegnere.
Poi la donna continua:
"Ci ha lasciate da sole, per fare la sua vita da maiale quando Alice era poco più di una bambina".
"Ma ha idea di dove possa essere? Che fine abbia fatto?"
"No! E sinceramente non me ne frega niente! Arrivederci e mi chiami pure se ha bisogno di informazioni,  ma sappia che qualsiasi cosa gli sia successa se l'è cercata!"
Briscola riattacca, ma quelle parole cariche d'odio gli rimangono nella testa.

Solo nel suo ufficio, il commissario Briscola rimugina sul caso della recente scomparsa dell'ingegnere Lucido.
Su di un foglio a quadretti davanti a lui ha elencato gli aspetti che stanno emergendo dalla personalità dell'uomo:
solitario, colto, egoista, scaltro, misantropo, indisponente, arrogante, prepotente e ossessionato dalle donne.
Rileggendo, una cosa lo colpisce: alcuni degli aggettivi in quel foglio si adattano perfettamente alla sua personalità.
Anche lui ha commesso errori, anche lui ha allontanato la compagna e loro unico figlio, e nel corso degli anni si è chiuso in una armatura impenetrabile.
"Bisogna trovare quell'uomo!" sussurra tra sé e sé. Allora si mette davanti al computer e, pronto a fare mille telefonate, cerca ancora altre informazioni sul passato di Lucido.

Le ricerche dell'ingegnere Roberto Lucido continuano frenetiche. Pochi i passi in avanti: l'ispezione dell'appuntamento non ha dato frutti.
Le ricerche sui tabulati telefonici, idem.
La vita del macellaio, marito dell'amante, è stata rivoltata come un calzino in cerca di qualche indizio: orari, telefonate, alibi, testimoni. Tuttavia nulla, non emergono tracce utili.
I colloqui con le persone che, bene o male, sono in contatto con l'uomo scomparso evidenziano atteggiamenti ambigui: tutti affermano di non saperne nulla, ma non appaiono affatto preoccupati per la  brutta fine che possa aver fatto, anzi.
Ora sono quasi le 16,00,
Per il commissario Briscola si avvicina un appuntamento cruciale, l'incontro con Frida, la ragazza di cui Lucido è ossessionato. A questo punto lei appare la sola persona in grado di dare una svolta alle indagini.
Per metterla a proprio agio, ed evitare situazioni imbarazzanti con i genitori,  il  commissario la incontrerà da sola tra pochi istanti in un caffè del centro.

Frida è già seduta a un tavolino appartato nel locale, davanti a lei una bottiglietta di coca cola e un bicchiere colmo di ghiaccio.
Il commissario Briscola, seppur non l'abbia mai vista, non ha dubbi: la dolcezza e la bellezza di quel viso, che appare però in ansia, non mentono.
Le si avvicina e..
"Frida?"
"Si!"
"Buongiorno, commissario Briscola, piacere".
La conversazione dapprima è quasi banale,  piena di convenevoli,  finché,  conquistata la fiducia della giovane,  Briscola domanda:
"Che tipo era Lucido? Cosa pensa gli sia successo? So che è attratto da lei, l'ha mai molestata?'
Frida non è sorpresa, si aspettava queste domande, e molto seria e determinata risponde:
"Roberto non è quel genere di uomo, lo so, sicuramente, tutti le avranno parlato male di lui, ma con me è sempre stato un vero signore e non ha mai preteso e offerto nulla se non la sua amicizia".
"Suo padre però non la pensa così,  so che è  contrario a che vi vediate'.
"Papà è un uomo semplice, molto concreto, non riesce a capire che  possano esistere rapporti fatti di empatia, poesia, cultura...'
"È solo questo che c'è tra lei e l'ingegnere?" chiede serenamente il commissario.
"Certo, pensi che Roberto mi scrive spesso delle poesie".
"Potrei leggerle, se la cosa non la infastidisce?"
"D'accordo, mi lasci il suo numero, più tardi gliene mando qualcuna".
Ora l'espressione di Briscola si fa molto seria:
"Devo farle ancora due domande:
lei sa che Lucido ha una relazione con la moglie del macellaio?"
"Sì!"
"Non le dà fastidio?"
"Come glielo devo dire, io e Roberto siamo solo amici!" risponde Frida con tono arrabbiato.
"L'ultima, poi la lascio andare: secondo lei suo papà, o il macellaio, possono avergli fatto del male?'
"Caro commissario, chiunque nel nostro condominio può avergli fatto del male, lo odiano tutti". 

Continua...

Rodolfo Rotondo

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