Ultimo appuntamento ieri sera, all’Hotel Riviera dei Fiori di San Lorenzo al Mare, con la rassegna “Due parole in riva al mare...”, che ha avuto come ospite Matteo Bussola, autore del suo ultimo libro, Il sole nelle pozzanghere.
Le interviste
Un appuntamento che ha offerto al pubblico l’occasione di incontrare da vicino uno degli scrittori italiani più sensibili nel raccontare le relazioni, le fragilità e quei legami quotidiani che, spesso senza che ce ne accorgiamo, danno forma alle nostre vite. Al centro del romanzo ci sono gli oggetti, apparentemente semplici e silenziosi, ma capaci di custodire una parte profonda delle nostre esistenze. Ogni oggetto può raccontare una storia: ci ha visto amare, piangere, stringere qualcuno, affrontare la solitudine. Conserva tracce di ciò che siamo stati e, forse, anche di ciò che siamo ancora.
È proprio attraverso le cose dimenticate, rotte o abbandonate che Bussola costruisce la figura del protagonista, il signor Pi, un uomo capace di ascoltare ciò che gli oggetti hanno da dire. La gente del quartiere lo considera “il vecchio delle cose rotte”, ma dietro il suo lavoro apparentemente umile si nasconde qualcosa di molto più profondo: la capacità di riconoscere, nelle cose da aggiustare, le persone che hanno bisogno di essere ascoltate.
Il sole nelle pozzanghere è così un romanzo delicato e struggente sul bisogno di legami, sulla memoria e sulla necessità che abbiamo degli altri per sentirci vivi. Un libro che invita a guardare ciò che ci circonda con occhi diversi e a comprendere come, dietro ogni oggetto, possa nascondersi una storia e, dietro ogni storia, una persona.
Durante la serata Matteo Bussola ha raccontato il percorso che lo ha portato alla nascita del romanzo, soffermandosi sui suoi personaggi e sui temi che attraversano la storia. Un incontro nel quale letteratura e vita si sono intrecciate, offrendo numerosi spunti di riflessione.














