Una manciata di case, 165 abitanti ma Armo ha fiducia nel suo futuro. Viaggio nel più piccolo comune dell’Imperiese, uno dei più piccoli d'Italia. Qui le case sono tutte antiche e pittoresche, fatte in pietra, in questo angolo montano dell’Alta Valle Arroscia, quasi al confine di tre province: Imperia, Savona e Cuneo.
Armo, a dire il vero, ha conosciuto tempi migliori, almeno a livello demografico: nel censimento del 1881, quasi un secolo fa, la piccola comunità raggruppata attorno alla chiesa della Natività della Madonna, contava su ben 359 abitanti, più del doppio di quelli di adesso. Essere a capo di un così minuscolo gruppo di cittadini non spaventa il sindaco, Annuccio Cacciò, 52 anni, tre figli, confermato nella carica per la terza volta un mese fa e che ha sempre fatto parte del consiglio comunale, sin dal 1949.
“Conosco il paese come le mie tasche - afferma – qui si vive tutti come in una grande famiglia”. Cacciò non teme che il suo paese, a forza di perdere abitanti, sparisca automaticamente dall’elenco dei comuni. “Abbiamo toccato il fondo – precisa - tra il 1971 ed il 1977, quando la popolazione scese da 184 a 164 elementi. Ora siamo in risalita. Aumenta la percentuale dei giovani rispetto agli anziani. Negli ultimi trenta giorni abbiamo celebrato persino due matrimoni: speriamo che questi nuovi sposi mettano al mondo tanti figli”.
Anche per quel che riguarda il bilancio comunale, Cacciò è ottimista. “Riusciamo, con i proventi delle tasse e dell’acquedotto, a far fronte alle spese correnti, dividendo gli oneri del segretario comunale con il vicino comune di Rezzo. Va però sottolineato che gli abitanti di Armo eseguono volontariamente e gratuitamente i lavori di manutenzione stradale”.
Per progredire Armo ha due grandi aspirazioni: un acquedotto irriguo e una strada che lo colleghi direttamente a Nava. “Se avessimo l'acqua potremmo irrigare molti terreni ora sterili. Basterebbe una decina di milioni perché gli abitanti sono disposti a collaborare gratuitamente per la stesa delle tubazioni – chiude Cacciò - la strada per Nava. attraverso il Colle di San Bernardo, permetterebbe invece di sfruttare razionalmente un enorme patrimonio boschivo, ora inaccessibile. Un primo tratto già realizzato ha già dato risultati incredibili. Per poter proseguire attendiamo lo stanziamento di una cinquantina di milioni di lire da parte della Regione. A poco a poco, lavorando tutti assieme, abbiamo sistemato le strade interne, le fogne, la scuola, mentre tutti hanno una casa propria: ci mancano ora la strada di San Bernardo per Nava, quella di Armo e l’acqua irrigua: speriamo che giungano presto. Armo persegue anche una certa attività turistica: nelle due trattorie del paese, Campagnola e Tre ruote, si gustano i più genuini piatti liguri, con tanti turisti e buongustai in arrivo dalla costa e da fuori provincia e regione".
P.S: Per la cronaca, oggi Armo conta su meno di 120 abitanti ma resta gloriosamente in piedi.














