Era la metà di maggio dell’ormai lontano 1983 e un esperto pescatore imperiese va ospite a Portobello: “Voglio incontrare di nuovo i naufraghi che salvai oltre 40 anni fa. Il mio più grande desiderio è rivedere qualcuno di quei marinaia che strappai alla morte: erano otto, tutti siciliani tranne un genovese, il mozzo di bordo, allora un ragazzino. Non li ho mai più rivisti…”.
Angelo Del Monte, 66 anni, pescatore, ha lanciato il suo appello attraverso il “Dove sei?” di Portobello, seguitissima trasmissione televisiva condotta da Enzo Tortora. Negli studi milanesi, il lupo di mare onegliese, 55 anni trascorsi sul mare, dalla Luisa II alla Luisa III (imbarcazioni che portano sempre il nome della mamma), ha rievocato un drammatico episodio del 1940, pochi mesi dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra.
“Ero marinaio a Oneglia – ha raccontato – pescavo con mio padre e un amico sulla Luisa II. Guardando all’orizzonte, vidi un puntino nero, sarà stato distante due miglia e mezzo, forse tre. Avvertii come un presagio, qualcosa di allarmante. Il fatto è che era vietato allontanarsi a più di 800 metri dalla costa, per il pericolo di mine. Sentii l’impulso di avvicinarmi anche se avrei violato il regolamento. Quel puntino diventò una macchia, poi un’immagine chiara: erano naufraghi su una zattera che facevano segnali, uomini disperati, sfiniti”.
Tre giorni prima, a 25 miglia da Genova, la nave Franca Fassio era stata silurata e, dei 72 membri dell’equipaggio, soltanto 9 sfuggirono alla morte. “La corrente li aveva trascinati verso Ponente – ha spiegato ancora il pescatore-eroe – in direzione di Imperia. In tre giorni si erano spartiti un sedano, pur di non morire di fame e di sete”.
Accolti sulla piccola barca a motore di Del Monte, i naufraghi furono accompagnati in porto, al sicuro. Ora, 40 anni dopo, Angelo si è domandato che fine potevano aver fatto i naufraghi.“Vorrei solo rivederli e portarli tutti a fare una gita sulla mia Luisa III, lungo lo stesso mare dai cui li salvai”.














