Imperia, pioggia di multe per l’abbandono dei rifiuti: arrivano proteste e ricorsi accolti
Decine di sanzioni elevate dagli ispettori ambientali, ma al centro della contestazione c’è la tracciabilità dei sacchetti e l’identificazione dei responsabili. Pioggia di multe, proteste e segnalazioni arrivate in redazione per l’abbandono di rifiuti e sacchetti lungo le strade di Imperia. Nelle ultime settimane gli ispettori ambientali della Di.Vizia e della polizia municipale hanno elevato decine di sanzioni (da 100 a 450mila euro) nell’ambito dei controlli sul corretto smaltimento dei rifiuti urbani.
Il nodo principale, però, resta quello della tracciabilità e dell’effettiva attribuzione della violazione al responsabile materiale dell’abbandono. Proprio su questo aspetto si stanno concentrando i primi ricorsi presentati dai cittadini, alcuni dei quali sarebbero già stati accolti dal giudice di pace. Un ricorrente, che ha ottenuto l’annullamento della sanzione, spiega: "Non ho avuto la possibilità di rilasciare la mia dichiarazione all'agente di polizia municipale all'atto della notifica".
Nel ricorso si legge inoltre: "Non si evidenzia che ho abbandonato rifiuti sulla pubblica via e non risulta nemmeno nessun elemento utile e incontrovertibile che determini la mia imputabilità al fatto contestato". Secondo la linea difensiva sostenuta dai ricorrenti, il trasgressore dovrebbe quindi essere colto in flagrante.
Il ricorrente aggiunge ancora: "Tanto è vero che nel verbale mi si contesta non come 'trasgressore' ma come 'obbligato in solido', non potendo determinarsi in alcun modo visivamente chi ha compiuto la violazione".
Una posizione che troverebbe conforto anche in recenti orientamenti della Corte di Cassazione. In tema di sanzioni amministrative, infatti, sarebbe stato ribadito il principio secondo cui "è responsabile di una violazione amministrativa solo la persona fisica a cui è riferibile l'azione materiale dimostrabile".














