"In occasione della ricorrenza odierna del 51° anniversario della morte di Sergio Ramelli, nei prossimi giorni presenteremo, tramite il nostro consigliere comunale Alessandro Casano, una richiesta affinché venga intitolata una via cittadina alla memoria del giovane studente milanese", a dirlo è Paolo Strescino, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Imperia.
Sergio Ramelli, nato a Milano l’8 luglio 1956, aveva appena 18 anni quando, il 13 marzo 1975, fu aggredito da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia mentre rientrava a casa. Colpito ripetutamente alla testa con chiavi inglesi, rimase in coma per 47 giorni e morì il 29 aprile dello stesso anno. La sua unica “colpa” fu quella di essere un giovane di destra, militante del Fronte della Gioventù, che aveva espresso le proprie idee in un contesto segnato da forte tensione politica e violenza diffusa, tipico degli anni di piombo.
La sua morte rappresenta una delle pagine più drammatiche di quel periodo della storia italiana, in cui l’odio ideologico portò all’uccisione di numerosi giovani, indipendentemente dall’appartenenza politica. Intitolare una via a Sergio Ramelli, sottolinea la nota, non significa celebrare una parte, ma ribadire con fermezza che nessuna idea può essere repressa con la violenza e che la memoria delle vittime del terrorismo e dell’estremismo deve essere patrimonio condiviso.
Imperia, città che in passato ha già dimostrato attenzione verso la memoria storica — e che nel territorio provinciale conta altre intitolazioni a Ramelli, come a Ospedaletti e Sanremo — avrebbe così l’opportunità di compiere un gesto di valore civile, nel segno della riconciliazione nazionale".
"La memoria delle vittime innocenti degli anni di piombo non è di destra né di sinistra: è patrimonio comune di tutti coloro che credono nella democrazia, nella libertà di pensiero e nella condanna senza appello di ogni forma di violenza politica", conclude Strescino.














