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Cronaca | 18 febbraio 2026, 13:26

Bimba morta a Bordighera, tra tracce da analizzare e testimonianze contestate: la parola passa ai Ris

Dopo i sopralluoghi a Perinaldo e Montenero. La difesa della madre in carcere contesta una testimonianza e valuta azioni legali

Bimba morta a Bordighera, tra tracce da analizzare e testimonianze contestate: la parola passa ai Ris

Dopo le giornate dense di lunedì e martedì, con l’autopsia e i sopralluoghi scientifici nelle due abitazioni al centro dell’inchiesta, il caso della piccola Beatrice entra in una fase di attesa. Attesa per gli esiti delle analisi sui campioni prelevati dal Ris, attesa per capire se dagli approfondimenti tecnici emergeranno elementi nuovi in grado di orientare in modo più netto le indagini.

I militari del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri hanno lavorato a lungo sia nell’abitazione di Perinaldo – dove secondo la Procura potrebbe essersi consumata la tragedia – sia a Montenero, nella casa della madre a Bordighera, già oggetto delle prime ispezioni il 9 febbraio, giorno del decesso. Proprio a Montenero i Ris sono tornati per una nuova ricognizione dei luoghi, questa volta con ulteriori approfondimenti tecnici.

Le macchie e i campionamenti. A Perinaldo, come conferma l’avvocato Cristian Urbini, legale di Emanuel I., sono stati effettuati prelievi su diverse macchie rinvenute nell’abitazione. “Sono stati fatti i prelievi delle macchie che hanno rinvenuto su alcuni arredi e su alcuni oggetti. Siamo tutti in attesa degli esami”, ha spiegato.

Lo stesso Urbini invita però alla prudenza: le condizioni igienico-sanitarie dell’immobile sarebbero “un po’ al limite”, con la presenza di numerose macchie. “Da lì a dire che siano ematiche e che siano attribuibili alla piccola o a qualcun altro, questo deve essere esaminato”, ha precisato. In altre parole, al momento non vi è alcuna certezza sulla natura delle tracce repertate: potrebbero essere di qualsiasi tipo, e solo gli accertamenti di laboratorio stabiliranno se si tratti di sangue e, eventualmente, a chi appartenga.

Il ritorno a Montenero. Nella casa della madre, secondo quanto riferito dall’avvocato Laura Corbetta, molte delle “cose essenziali” erano già state sequestrate il 9 febbraio: telefoni cellulari, capi di abbigliamento – compreso un piumino – e il corredo della culla della bambina. A sorpresa, ieri i Ris sono tornati per un’ulteriore ricognizione tecnica, anche alla presenza dei consulenti di parte.

“Lunedì 9 avevano già sequestrato diverse cose. Ieri sono andati a fare un’altra ricognizione dei luoghi con il Ris”, ha spiegato Corbetta. Alcuni oggetti sarebbero stati spostati e messi al riparo, in vista di eventuali approfondimenti successivi, ma il sequestro resta confermato.

Sul piano investigativo, dunque, Montenero non è stato affatto escluso dal perimetro degli accertamenti. Anzi, è tornato sotto la lente di ingrandimento degli specialisti, a dimostrazione che ogni scenario resta aperto in questa fase.

La linea difensiva e il nodo della testimone. Parallelamente agli accertamenti tecnici, prosegue anche il confronto sul fronte delle dichiarazioni testimoniali. L’avvocato Corbetta è tornata a contestare con forza le affermazioni di una donna che, negli atti, avrebbe parlato di presunte violenze quotidiane sulla bambina.

“La riteniamo una persona che dice cose in contrasto con i diretti interessati”, ha dichiarato la legale, annunciando la possibilità di una denuncia per diffamazione. Secondo la difesa, si tratterebbe di una figura esterna alle dinamiche familiari. Il tema resta delicato e centrale, perché incide sulla ricostruzione del contesto in cui si inseriscono le lesioni rilevate sul corpo della piccola.

Disponibilità a nuovi interrogatori. Sul fronte dell’indagato a piede libero, l’avvocato Urbini ha ribadito la disponibilità del proprio assistito a eventuali nuovi interrogatori. “Ci siamo resi disponibili. Qualora il pubblico ministero lo ritenesse, ci sottoponiamo. Però al momento non c’è nessuna richiesta”, ha chiarito.

Nessun nuovo atto, dunque, nell’immediato. L’attenzione degli investigatori sembra ora concentrata sugli esiti scientifici.

Una fase sospesa. Dopo l’autopsia, che ha demandato agli esami istologici le risposte decisive su causa e tempistica del decesso, e dopo i rilievi dei Ris nelle due abitazioni, l’inchiesta si trova ora in una fase sospesa. I campioni prelevati – dalle macchie, dagli oggetti, dagli indumenti – dovranno essere analizzati. Solo allora si potrà capire se quelle tracce avranno un peso determinante o se si riveleranno irrilevanti.

Nel frattempo restano due luoghi al centro delle verifiche, due versioni contrapposte e un quadro ancora privo di certezze definitive. Le prossime risposte arriveranno dai laboratori, non dalle ipotesi.

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