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Attualità | 15 febbraio 2026, 07:03

Turismo in Riviera, Trevia: "Un 2025 tra luci e ombre"

Imperia stabile, a Diano Marina calano gli italiani. San Bartolomeo al Mare tra le località in crescita

Turismo in Riviera, Trevia: "Un 2025 tra luci e ombre"

Sono disponibili i dati definitivi 2025 su arrivi e presenze alberghiere in provincia di Imperia e il presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio, Davide Trevia, traccia un bilancio della stagione, precisando che l’analisi riguarda esclusivamente le strutture alberghiere: per gli appartamenti, infatti, l’introduzione del codice CIN a stagione in corso rende poco confrontabili i dati con il 2024.

"Sia a livello nazionale, regionale che provinciale possiamo dire che quella appena conclusa sia stata una stagione normale, non straordinaria. La nostra provincia perde il 4% di presenze, con un calo marcato degli italiani (-7,6%) mentre tengono gli stranieri. La Liguria limita invece la flessione all’1%. Va meglio sul fronte arrivi: Imperiese +3,7%, con crescita sia degli italiani (+3%) sia degli stranieri (+4%), meglio della media regionale (+1,3%). Questo però comporta una riduzione della permanenza media: aumentano gli arrivi ma diminuiscono le notti".

Nel dettaglio delle località, Diano Marina registra un -9% di presenze (italiani -13%, stranieri -2%) ma cresce negli arrivi (+4,2%) e mantiene una permanenza media tra le più alte della provincia, pari a 4,8 giorni. Imperia resta sostanzialmente stabile nelle presenze (+0,04%) e segna +3,5% negli arrivi, con una permanenza media di 2,8 giorni. Bene San Bartolomeo al Mare, che cresce sia nelle presenze (+3,5%) sia negli arrivi (+5,9%), con una permanenza media di 4 giorni. In difficoltà invece Ventimiglia, che perde il 19% delle presenze e il 5,6% degli arrivi.

"I dati dimostrano che il nostro territorio resta attrattivo – prosegue Trevia ma sta cambiando il modo di concepire la vacanza. Oggi in Italia la permanenza media è di 3,2 giorni, in Liguria 3 giorni, mentre negli anni ’60 superava i 6 giorni. I turisti vogliono visitare più luoghi durante l’anno e si fermano meno. Gli albergatori devono anticipare questi cambiamenti, ma è fondamentale che la politica investa in infrastrutture: servono più treni, una rete autostradale scorrevole e collegamenti diretti con gli aeroporti".

Trevia conclude sottolineando come l’intero settore stia vivendo una trasformazione profonda: "In Italia ci sono 33 mila strutture alberghiere, con un milione di camere e un contributo del 13% al PIL nazionale. È cambiata anche l’offerta: oggi prevalgono i 3 stelle (55%), crescono i 4 stelle (22%) e diminuiscono 1-2 stelle. Il 28% dei lavoratori del comparto è straniero – in Liguria il 35% – proveniente soprattutto da Romania, Albania e Bangladesh. I turisti più affezionati restano tedeschi e americani. Il turismo evolve rapidamente e dobbiamo farci trovare pronti".

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