Nonostante l’assenza nelle graduatorie ufficiali dell’ultimo dossier nazionale di Legambiente “Mal’Aria” sulla salute urbana, Imperia si conferma una delle città più salubri della Liguria.
Il mancato inserimento nel ranking non è dovuto a criticità ambientali, ma a un limite tecnico: la presenza di una sola stazione di monitoraggio nel territorio comunale, numero inferiore ai criteri richiesti per la media statistica dei report nazionali. I dati ufficiali dell'ultimo anno parlano chiaro: zero sforamenti per tutti i parametri analizzati. Mentre molti capoluoghi italiani lottano contro le polveri sottili, Imperia beneficia della brezza marina e di una buona ventilazione, mantenendo l'aria costantemente entro i limiti di legge e garantendo un'ottima qualità della vita ai propri cittadini.
Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di PM10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all'anno. La maglia nera quest'anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento.
Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto. Il dato più preoccupante è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno.
Questa edizione di Mal'Aria ha analizzato i dati di PM10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni città e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di PM10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l'obiettivo mantenendo l'attuale ritmo di riduzione














