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Attualità | 09 febbraio 2026, 10:16

'Ndrangheta, Macario e Orengo (Libera): "Tacere o minimizzare non protegge l’immagine di una comunità"

"Solo riconoscendo i problemi e affrontandoli insieme è possibile difendere davvero i territori e il loro futuro"

'Ndrangheta, Macario e Orengo (Libera): "Tacere o minimizzare non protegge l’immagine di una comunità"

"Le dichiarazioni del professor Rocco Sciarrone si collocano pienamente nel solco di un lavoro di ricerca e analisi che da decenni contribuisce alla comprensione delle mafie nei territori del Nord Italia, Ponente Ligure compreso. Parlare della presenza e del radicamento della ’ndrangheta nel territorio di Imperia e più in generale nella Liguria di Ponente non significa formulare accuse generiche o diffamatorie, ma richiamare fatti accertati da indagini, processi e sentenze definitive". Così Andrea Macario, referente regionale di Libera, e Maura Orengo, referente provinciale, intervengono dopo che il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha definito “gravissime e diffamatorie” le affermazioni del professor Sciarrone.

Proseguono Macario e Orengo: "Nel corso degli anni, la magistratura ha documentato in modo chiaro la presenza di articolazioni della ’ndrangheta nel Ponente ligure, con processi che hanno portato a condanne per associazione mafiosa, sequestri e confische di beni, nonché scioglimenti di consigli comunali per infiltrazioni mafiose, come avvenuto in passato a Ventimiglia e Bordighera. Le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia hanno più volte evidenziato come la Liguria – e in particolare l’area occidentale della regione – rappresenti un territorio di interesse strategico per le organizzazioni criminali calabresi, soprattutto nei settori dell’edilizia, del turismo, della logistica, del commercio e dei servizi".

"In questo quadro, affermare che la ’ndrangheta abbia trovato nel tempo spazi di relazione negli ambiti politici, economici e sociali non è una semplificazione né una provocazione, ma una chiave di lettura ormai consolidata negli studi sulle mafie del Nord: mafie che agiscono in modo silente, relazionale, adattivo, e che prosperano proprio laddove vengono sottovalutate o rimosse. È quanto emerge non solo dalla ricerca accademica, ma anche dalle stesse parole di magistrati e investigatori che operano quotidianamente su questi territori".

I referenti di Libera rimarcano l'importanza di un lavoro collettivo: "Accanto al lavoro delle istituzioni, è fondamentale riconoscere il ruolo delle realtà sociali e associative, che da anni presidiano i territori, costruiscono consapevolezza e promuovono partecipazione attiva. In Liguria come altrove, il contrasto alle mafie passa anche dall’impegno quotidiano di associazioni, scuole, cooperative, giornalisti, cittadini e cittadine che scelgono di non voltarsi dall’altra parte e di fare della legalità democratica una pratica concreta".

"Riteniamo inoltre importante ribadire -continuano Macario e Orengo - che parlare di mafie nei contesti educativi non significa delegittimare o screditare una comunità, ma al contrario riconoscerne la maturità democratica. Portare questi temi nelle scuole serve a fornire strumenti critici alle nuove generazioni, a distinguere tra responsabilità individuali e identità collettive, e a rafforzare quelle energie sane che in ogni territorio esistono e resistono. Tacere o minimizzare non protegge l’immagine di una comunità: la espone, semmai, a maggiori rischi. Il contrasto alle mafie non è mai il compito di un singolo attore. È un lavoro complementare, che richiede la collaborazione leale tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, scuola, università, informazione e società civile. In questo senso, il contributo di studiosi come Rocco Sciarrone e il lavoro delle reti sociali impegnate sul territorio non indeboliscono le comunità, ma le rafforzano, perché aiutano a leggere la complessità del presente e a costruire risposte collettive fondate sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla partecipazione".

"Solo riconoscendo i problemi e affrontandoli insieme è possibile difendere davvero i territori e il loro futuro".

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