/ Solidarietà

Solidarietà | 02 febbraio 2026, 11:52

Imperia, dal corso di italiano ai pasti alla frontiera: l’impegno dell’associazione Mappamondo

Dal 2002 un’associazione opera sul territorio per offrire sostegno ai migranti

Imperia, dal corso di italiano ai pasti alla frontiera: l’impegno dell’associazione Mappamondo

Insegnare la lingua, aiutare a compilare un documento, distribuire un pasto caldo a chi è in attesa di attraversare la frontiera. È questo il lavoro incessante dell’associazione Mappamondo, attiva dal 2002 nell’Imperiese a sostegno dei migranti.

Tra le attività più significative attive a Imperia c’è la scuola di italiano, avviata dalla primavera dello scorso anno all’interno del convento delle Clarisse, al Parasio. Le lezioni si svolgono tre giorni a settimana e sono tenute da insegnanti volontari. "La scuola è rivolta anche a persone con nessuna conoscenza della lingua– spiega Roberto Ticchiati, presidente dell’associazione –. Molti parlano esclusivamente la lingua di origine, prevalentemente turco e arabo. Alcuni sono analfabeti, altri hanno studiato nel Paese di provenienza, ma non hanno mai avuto accesso all’insegnamento dell’italiano". L’obiettivo del corso va oltre l’apprendimento linguistico: fornire strumenti minimi e immediati per orientarsi in città, accedere ai servizi, comunicare e relazionarsi più facilmente nella vita quotidiana.

In città è attivo anche lo Sportello Migrapoint, presso il Campo delle Fragole, gestito insieme ad ARCI Imperia. Qui i volontari offrono supporto gratuito per pratiche amministrative, rinnovi dei documenti, ricongiungimenti familiari, ma anche per la stesura del curriculum e l’orientamento al lavoro. "È un luogo che punta a rendere l’incontro tra cittadini italiani e stranieri più semplice", sottolinea Ticchiati.

L'associazione è presente anche a Ventimiglia, luogo di passaggio per persone dirette verso la Francia o il Nord Europa: "Una volta al mese partecipiamo alla distribuzione di pasti alla frontiera, insieme a numerose associazioni – racconta il presidente . In quest’area non esiste una vera prima assistenza strutturata: molte persone vivono in condizioni di precarietà estrema, senza un luogo stabile dove dormire".

Mappamondo nasce in un contesto diverso da quello attuale, con un focus iniziale sulla mediazione culturale. "All’epoca – sottolinea Ticchiati l’obiettivo principale era facilitare l’inserimento delle persone straniere nei servizi sanitari, scolastici e amministrativi, per superare le barriere linguistiche e culturali". Nel tempo, però, lo scenario, e quindi le esigenze, è profondamente cambiato. "I flussi migratori erano allora più stabili, con una forte presenza di persone provenienti dal Sud America e dall’Est Europa, spesso già orientate a un progetto di vita duraturo , che avevano bisogno di un supporto nell'inserimento. Oggi la presenza migrante è composta in larga parte da persone di origine africana, arrivate attraverso la rotta del Mediterraneo, con bisogni immediati: un lavoro, un documento, un riparo, un pasto".
 

Sara Balestra

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium