Anche stavolta Il quadro previsionale è stato pienamente rispettato. Buon pomeriggio ai nostri Lettori
IL BILANCO SULL'ULTIMO MALTEMPO- La considerazione iniziale parte da un tema affrontato più volte. La suddivisione delle cosiddette aree di allerta meteo per Liguria conferma ancora una volta la sua inadeguatezza, al pari dei provvedimenti assunti in materia. L'inadeguatezza è evidente per la zona A che abbraccia il solito comprensorio da Ventimiglia a Capo Noli uniformandolo anche a livello altimetrico, anche per la provincia di Imperia, che raggiunge quote importanti, aspetto che non va trascurato.
Premesso che già lunedì avevo suggerito in ogni caso uno stato di allerta giallo regionale per l'aspetto pluviometrico, considerato che gli oltre 100 mm di pioggia previsti, e puntualmente verificatisi soprattutto nell'Imperiese, meritavano almeno da un punto di vista idrogeologico un simile livello di attenzione, territorio che invece è stato lasciato totalmente in verde al pari di tutta la linea costiera Ligure, va sottolineato poi l'aspetto interno. Località come Monesi, che fanno parte della provincia di Imperia, e si trovano a quote over 1200 m, hanno registrato decine di centimetri di neve, per cui era fisiologico attendersi un provvedimento in materia per ovvie ragioni. Restando in tema nivologico, troviamo un arancione (la gialla, che sempre lunedì avevo indicato, era più che sufficiente), nell'interno Savonese per una decina di centimetri di neve, qualcosa in più localmente, con una quota tutto sommato elevata, e con fiocchi prevalentemente "marci".
In sintesi un sistema, che più volte ho evidenziato, andrebbe rivisto sia in termini geografici, sia in termini di valutazione da parte degli organi ufficiali, considerando anche la fragilità del territorio, (come la grossa frana verificatasi, sempre per le piogge, sulla provinciale tra Casarza e il Passo del Bracco a Levante (anche qui verde) e che per fortuna non ha avuto conseguenze solo perché in quel momento non transitava nessuno), sta a dimostrare. Spostando l'attenzione, infine, a livello nazionale (e non mi riferisco al caso di Niscemi dove le responsabilità non climatiche, ma di ben altro spessore...) resta evidente il totale immobilismo da parte di chi di dovere nel comprendere di come gli eventi catastrofici che si verificano vadano affrontati in modo chiaro e deciso.
Al riguardo nulla viene fatto e continuiamo a contare miliardi di euro di danni con intere porzioni di territorio che spariscono e le solite stucchevoli frasi del politico di turno tipo "non vi lasceremo soli come sempre è stato fatto", salvo poi abbandonare migliaia di persone senza alcun aiuto e con un futuro fatto di precarietà e di totale mancanza di certezze.
SITUAZIONE ED EVOLUZIONE - Veniamo ora quanto andrà ad accadere nei prossimi giorni. La situazione resta praticamente inalterata. Prosegue il canovaccio climatico generale, fatto di fasi che poi diventano lunghe e continuative, e che propongono periodi siccitosi dominati da un anticiclone tossico a periodi, come quello attuale, in cui quando lo stesso trasla di latitudine apre di fatto la porta Atlantica veicolando perturbazioni in serie che non accennano a finire.
Tolto un breve stop, con qualche ancora possibile lieve fastidio (pioviggini) nella giornata di domani, un nuovo peggioramento andrà ad affacciarsi a partire dalla prossima settimana, ma con lunedì che a mio avviso potrebbe ancora essere giornata di transizione, il peggioramento che interesserà praticamente tutto il Settentrione da martedì sarà in estensione almeno sino a mercoledì se non oltre. Nel fine settimana intanto sarà necessario prestare nuovamente attenzione per un nuovo ciclone Jonico. La Calabria e il Messinese saranno nuovamente bersagliati da forte maltempo. nulla a che vedere con il recente Ciclone Harry, ma sicuramente un elemento pericoloso sul territorio devastato. Su queste aree tutto sarà causato da una risalita delle temperature ovviamente sul Nord Africa, che poi andrà a generare un nuovo passaggio perturbato, con venti tempestosi anche se con raffiche dimezzate rispetto al recente Ciclone Harry, e quantitativi pluviometrici che comunque raggiungeranno i 100 mm. Per quanto concerne il peggioramento di inizio settimana al Nord ne riparleremo probabilmente presumibilmente come al solito lunedì, salvo cambiamenti che dovessero interessare questa giornata e nel caso anticiperò a domenica sera.
PREVISIONE - Nel breve/medio termine continua l'invadenza di questi flussi umidi, miti e perturbati, che investono la Penisola. Ne consegue che al di là di brevi pause, piogge di notevole portata continueranno ad interessare il Belpaese. Dopo l'ultimo passaggio che abbiamo vissuto tra martedì e mercoledì, si profila un fine settimana sostanzialmente stabile al Nord con qualche possibile piccolo disturbo sulla Liguria. Per l'Imperiese al di là dell'aumento della copertura nuvolosa sino a cielo coperto e qualche pioviggine di poco conto, nulla di particolare dovrebbe verificarsi. Tradotto in soldoni, a parte la giornata di ieri, gradevole e molto simile a quella di lunedì u.s., già oggi qualche annuvolamento in più si è verificato.
Dopodomani, domenica, cielo prevalentemente nuvoloso, ma senza precipitazioni. Nel fine settimana poche variazioni per le temperature grossomodo inalterate sia nei valori massimi, sia in quelli minimi. Ventilazione di direzione variabile a livello di brezza con qualche possibile spunto moderato. La musica tornerà a cambiare con un probabile nuovo peggioramento piuttosto strutturato che dovrebbe affacciarsi però martedì. Dico subito che a livello di neve non vedo alcun cambiamento per quanto riguarda la nostra provincia, con quota sempre alta. Il film sarà il solito, con nevicate intorno ai 500 m nel Cuneese, inizialmente intorno ai 700 m sull'Appennino Ligure, in consueto, probabile calo sino ai fondovalle, nella solita Val Bormida, secondo un copione ripetitivo. Questo a grandi linee perché ovviamente per i dettagli sarà opportuno aggiornarsi come detto nel capitolo sopra.

Ore 12:00 di domani secondo il modello americano GFS. Aumento della nuvolosità sino a cielo coperto, ma con bassa possibilità di pioviggini/piovaschi

Il passaggio su domenica 1 febbraio con nuovo forte maltempo in aria Jonico e sulla Sicilia, in particolare sul Messinese
STRATWARMING - Avevo già accennato nei bollettini precedenti allo stratwarming che nei primi giorni di febbraio (dopo il 5) andrà a verificarsi. Si tratta di un forte riscaldamento in stratosfera, ma le conseguenze principali vanno analizzate in troposfera e sul vortice polare, quest'ultimo andrà a scindersi letteralmente in due nuclei, resta poi da vedere se un maggior afflusso di aria fredda riuscirà poi realmente a raggiungere l'Europa centrale e soprattutto l'Italia. Senza dilungarmi si tratterebbe di un cambiamento di circolazione da quella attuale zonale a una più meridiana, e quindi più fredda. Al di là di quello che si continua a chiamare inverno, stiamo continuando a vivere un perenne stato autunnale. Sempre latitanti le grandi nevicate in pianura, e quando si verificano a quote basse, accadono solamente come ho già spiegato più volte, in determinate aree. Una costante collegata alla mitezza che impedisce quella che un tempo era l'imbiancamento di grandi città come Torino e Milano e che oggi devono festeggiare quando raramente cadono 4 fiocchi svolazzanti. Buon fine settimana a Tutti e al prossimo aggiornamento.












