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Meteo | 23 febbraio 2026, 15:09

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo della settimana a cura di Stefano Sciandra

Alta pressione in consolidamento, pur con cieli tra sole e nubi basse (maccaja). Altra valanga e altra vittima, stavolta sulla "mia" Becca di Nana. Rischio in ulteriore aumento

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo della settimana a cura di Stefano Sciandra

"Domani (riferito a sabato 21) la giornata migliore, con cielo ampiamente soleggiato temperature gradevoli. Da dopodomani a venerdì tempo sostanzialmente stabile, ma in un contesto di cieli non sempre sereni a partire dalla metà di dopodomani, con una probabile componente maccajosa in agguato". Questa era la sintesi previsionale nel bollettino di venerdì 20 febbraio e credo riassuma alla perfezione tutta l'evoluzione meteorologica di questi giorni. Come avevo anticipato dal pomeriggio di ieri la maccaja si è regolarmente presentata portando a quello stucchevole cielo molto velato e al contesto umido che l'accompagna. 

Ben ritrovati ai nostri Lettori. Siamo in un contesto di alta pressione che come avevo evidenziato non significa avere giornate soleggiate e cieli tersi, ma assenza di precipitazioni legate a transiti perturbati, ovviamente con possibili gocce da pioviggine proprio per il contesto di questa maccaja che quasi sempre finisce con interessarci quando arriva l'influenza dell'alta pressione sub tropicale durante le fasi autunnali/invernali (si fa per dire). Tutto quanto avevo esposto venerdì non è mutato e avevo anche esteso la probabile copertura della stessa alta pressione a tutta la settimana fidandomi, come sempre faccio, del modello americano GFS che anche su sabato 28, giornata deputata da parte di altri modelli a un netto peggioramento, aveva di fatto ignorato il tutto limitandosi a un semplice leggero guasto che, francamente, già oggi sembra praticamente sparito.

CAPITOLO VALANGHE - Avevo lanciato l'ennesimo monito venerdì specificando che tanto a nulla sarebbe servito. Un'altra vittima, un altro scialpinista, che stavolta ha perso la vita in un luogo che conosco a memoria, la Becca di Nana (3010 m), splendido 3000 spartiacque tra la Valtournenche e la Val d'Ayas, una delle vette che affrontavo in velocità ai tempi in cui preparavo i miei tanti 4000. Si può salire indifferentemente sia dalla Valtournenche, sia dalla Valle d'Ayas, ma appena appresa la notizia dell'incidente non ho avuto dubbi che fosse avvenuto sul versante di Ayas. La ragione è molto semplice è estremamente meno complicata la salita alla vetta, articolando su pendii più ampi e senza difficoltà alpinistiche presenti invece dall'altro versante ovvero partendo dal Colle di Nana (2775 m). Da Mandriou, invece, lunga parte facile, a partire dalla caratteristica Ca de Zena, che richiama la nostra Liguria con un'ancora e la classica lanterna. Il problema, però, sono i soliti pendii che da oltre un mese vado descrivendo; quelli su cui si adagiano grandi quantità di neve, spesso accatastata dai forti venti che in concomitanza con il passaggio degli scialpinisti finiscono per staccare slavine con i soliti inevitabili esiti. Ribadisco che in questi giorni il rischio sarà ulteriormente in aumento complice la risalita dei termometri, soprattutto in quota, che finirà per provocare altri distacchi oltre a una rapida fusione del manto nevoso. Mi rendo conto che non è facile rinunciare, ma come dico sempre la Montagna resta lì, e rischiare di non vederla più per non aspettare tempi migliori non vale davvero la pena.

SITUAZIONE - Esaurita la lunga fase perturbata siamo dunque in un momento di stasi mentre l'inizio della primavera meteorologica (1 marzo) si avvicina di gran carriera. I connotati generali restano il contesto estremamente mite, con temperature che anche all'inizio del prossimo mese si manterranno sopra i valori normali, pur mantenendo teoriche possibilità (linea di tendenza) per un quantitativo pluviometrico che al Nord potrebbe essere per contro superiore alle medie sempre del periodo, ovviamente nel solito contesto totalmente lontano da ogni possibile scenario freddo. Le nevicate, se ci saranno, saranno relegate a quote estremamente alte, e ritengo di poter escludere totalmente le possibilità di irruzioni fredde in zona Cesarini. Insomma un quadro che rimane tutto sommato zonale con la possibilità di qualche nuova perturbazione marzolina secondo lo spartito che ha caratterizzato tutto questo "non inverno" al di là delle nevicate copiose, laddove si sono verificate. Senza troppi giri di parole il freddo resta confinato sul Nord Europa con l'Italia in ampia area mite.

La situazione nel pomeriggio odierno (modello americano GFS) qualche sgocciolio umido possibile a Levante e sull'Alta Toscana in un contesto di piena alta pressione

Domani qualche fiocco di neve svolazzante sulle Alpi di confine, segnatamente al Nord-Est

PREVISIONE - Mentre New York registra un'altra imponente tempesta di neve, un autentico blizzard, l'alta pressione sul nostro paese sarà in ulteriore rinforzo, con lievi incertezze come detto legate praticamente alla stessa. Si tratterà di possibili sgoccioli maccajosi laddove la copertura sarà più stratificata, ricordando che per quanto ci riguarda sarà sufficiente salire un pochettino in quota oltre i 1000 m per trovare sole pieno sopra questa stucchevole coperta umida, nebbie nell'area Padana e qualche fiocco di neve svolazzante ma sui rilievi prettamente di confine sul Nord-Est dello Stivale. Prossimi giorni senza importanti variazioni, i cieli alterneranno fasi con qualche occhiata di sole a qualche copertura come detto più compatta, temperature che saranno in linea generale in risalita sui versanti costieri per quanto concerne i valori massimi, minime anch'esse grosso modo verso la doppia cifra. Ventilazione senza particolari caratteristiche a livello di brezza con qualche spunto moderato. Questo scenario, per quanto mi riguarda, è destinato a durare a lungo, ma faremo il punto, come di consueto venerdì nel bollettino per il prossimo fine settimana perché sino ad allora ci sarà ben poco da aggiungere.

Lungo termine. Guardando addirittura a domenica primo marzo si nota come ancora tutta l'Europa sia sotto l'alta pressione

Stefano Sciandra

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