Nell'ottantaduesimo anniversario della sua morte, Imperia rende omaggio a Felice Cascione, partigiano e medico, Medaglia d’oro al valor militare.
Il 27 gennaio del 1944, “U megu” moriva ad Alto, in provincia di Cuneo, sui monti tra Imperia e Savona, durante un assalto nazifascista. Moriva giovanissimo, a soli 25 anni. La brigata prese il suo nome, poi anche la divisione Garibaldi, e la sua vita divenne un esempio. “Il tuo nome è leggenda molti furono quelli che infiammati dal tuo esempio s'arruolarono sotto la tua bandiera”. Così il sanremese Italo Calvino ne ha scritto dopo essersi unito alla lotta.
Poche settimane prima della sua morte, nella notte di Natale del 1943, risuonarono per la prima volta le parole di “Fischia il vento”, destinata a diventare uno dei canti più rappresentativi della Resistenza italiana. Il testo fu scritto proprio da Cascione, mentre la melodia, ispirata alla canzone russa Katjuša, fu portata in Italia dall’amico Ivan Sibilla.
Medico di professione, visse la lotta armata senza mai rinunciare ai valori umani che lo avevano guidato negli studi e nella vita. Emblematica la sua decisione di salvare due prigionieri della Guardia Repubblicana, destinati alla fucilazione: per lui, educato a difendere la vita, la giustizia non poteva mai trasformarsi in vendetta.
Per ricordarne la figura, domenica 25 gennaio il Teatro dell’Attrito organizza la tradizionale camminata fino al cippo commemorativo di Alto. Il ritrovo è fissato per le 11 presso la Madonna del Lago, con possibilità di pranzo al sacco. Per informazioni contattare il numero 320 2127561.














