Un allenatore di Savate della qualità, residente a Ranzo, L. A., 61 anni, come diffuso da un comunicato firmato dalla procura della Repubblica del capoluogo, è stato arrestato dopo che tre atlete, tra cui due minorenni, hanno denunciato una serie di comportamenti di "carattere sessuale mascherati da pretesi strumenti di crescita sportiva e professionale". L'uomo è difeso dall'avvocata Simona Carluccio.
Il 30 dicembre 2025 l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari. Successivamente, ieri, 7 gennaio 2026, la misura è stata sostituita con il divieto di avvicinamento alle vittime, con l’aggiunta del controllo tramite braccialetto elettronico ancora da applicare. Le indagini sono partite dalla segnalazione di una delle giovani atlete e hanno permesso di delineare un presunto disegno sistematico di abuso, che l’allenatore avrebbe compiuto sfruttando la propria posizione di direttore tecnico della scuola sportiva locale e il forte ascendente esercitato sulle ragazze.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi contestati sarebbero avvenuti nella palestra allestita presso l’abitazione dell’uomo. Le giovani avrebbero riferito di "comportamenti inappropriati, pressioni fisiche e psicologiche", nonché richieste ritenute del tutto estranee all’attività sportiva. Le testimonianze descrivono un clima di soggezione e paura, con reazioni di pianto e forte disagio da parte delle atlete. Il comportamento dell'indagato, avvenuto all'interno della palestra allestita sarebbe culminato in volgari apprezzamenti verbali a sfondo sessuale, in pacche sul sedere e in massaggi defaticanti sconfinati in palpeggiamenti nelle parti intime, pretesi senza biancheria intima, a cui le giovani atlete non reagivano se non piangendo e tremando".
Una delle minorenni avrebbe, inoltre, riferito di essere stata costretta a subire "un atto particolarmente invasivo nelle cavità corporee persistendo in tale condotta nonostante il suo pianto e pretendeva che la ragazza più grande, durante le trasferte sportive, dormisse con lui nuda, anche a fronte del suo diniego e del pianto", mentre un’altra giovane avrebbe raccontato di "pressioni durante le trasferte sportive affinché accettasse situazioni intime non volute".














