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Meteo | 05 gennaio 2026, 14:25

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo dell'Epifania e della settimana a cura di Stefano Sciandra

Freddo (normale)? Venite nell'Imperiese. Solita narrazione distante dalla realtà. Un po' di storia e aneddoti. Generale Inverno? Ha mandato un Caporale

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo dell'Epifania e della settimana a cura di Stefano Sciandra

Buona vigilia dell'Epifania ai nostri Lettori. Oggi prendo in prestito un'affermazione che è solito fare l'avvocato Antonio De Renzis, figura di grande statura etica-professionale nel circo  del caso Garlasco che viene proposto in alcune trasmissioni dei palinsesti televisivi. De Renzis è solito usare l'epiteto "narrazione tossica" in relazione ai fatti del caso che dopo 18 anni è stato riaperto da una procura attenta e scrupolosa. Detta affermazione ben si sposa anche all'aspetto meteorologico e a quanto, telegiornali e web continuano a proporre enfatizzando situazioni che di eccezionale nulla hanno. 

Prima di entrare nel dettaglio vediamo velocemente la previsione per la giornata della Befana e giorni a seguire che per quanto concerne la nostra provincia è di fatto già stata proposta nei bollettini dei giorni scorsi. Imperiese che non vedrà praticamente nulla di quanto viene veicolato come se ondata di gelo, neve, orsi banchi e foche riguardasse l'intera Penisola. L'unica caratteristica che abbiamo registrato in questi giorni in provincia è stato, come avevo anticipato, un vento a fasi alterne di intensità moderata, associato a un calo termico moderato, ribadisco e sottolineo moderato. Nulla cambierà. Sulla possibile sgocciolata, gelicidio Imperiese già venerdì l'avevo cestinata e in ogni caso sarebbe stato un elemento del tutto trascurabile. In sostanza cieli prevalentemente soleggiati, contesto del tutto secco e ventilazione che tornerà a regime di brezza. Colonnina di mercurio che raggiungerà valori un po' più bassi, ma sempre a livello costiero abbondantemente sopra lo 0, con massime, sempre costiere praticamente in doppia cifra. Nel resto della regione farà un po' più freddo, laddove, scolasticamente è facile comprenderlo, mi riferisco a savonese interno e genovesato, più esposti al travaso del freddo, un po' impropriamente definito padano, considerata la migliore protezione dei valichi appenninici notoriamente più bassi di quelli che proteggono la nostra provincia. Nel resto del nostro Paese, il discorso nevoso riguarderà, come avevamo già ampiamente anticipato, principalmente la fascia Adriatica, e l'Appennino Centrale, quello che era l'ingresso di questo freddo da Est. Si vedrà qualche fiocco bianco a livello costiero Adriatico, come a Rimini, Cattolica, Gabicce, ma anche lì non sarà per tutte le località uguale visto che ad esempio ad Ancona pioverà. Neve più abbondante in Umbria e anche su parte della Sardegna ma a quote superiori ai 500 m, maltempo anche importante al Sud, dove in molte aree si manterrà però un contesto addirittura mite con scarti termici enormi rispetto ad esempio al Nord, scarti che potranno essere addirittura di 20°, temperatura che sarà raggiunta proprio domani a Palermo, prima di un calo, per qualche giorno, a seguito delle precipitazioni piovose per poi riproporre valori sempre abbastanza vicini a detta isoterma. Insomma una situazione estremamente disomogenea. Il Nord almeno nell'immediato vedrà un contesto completamente secco, freddo, ma freddo che trent'anni fa era la norma in questo periodo perché oggi, anestetizzati da costanti sopra media, nella coscienza collettiva vengono interpretati come eventi eccezionali che appunto tali non sono. 

La situazione domani pomeriggio giornata della Befana secondo il modello americano GFS. Freddo a Settentrione, ma secco totale. Neve in fascia Adriatica e Appennino Centrale

Mercoledì 7 gennaio. Neve normale sempre nelle stesse aree e in alta collina sulla Sardegna

UN PO' DI STORIA E QUALCHE ANEDDOTO - Prima di enfatizzare tutto come spesso accade sarebbe bene avere una visione d'insieme che sia attinente alla realtà. Il famoso 1985, quello sì fu un anno e un momento storico, come anche quanto accaduto nel 2012, quando un'irruzione fredda, simile come caratteristica, ma non certo come portata a quella attuale, colpì sempre la fascia Adriatica, ma per giorni, e non estemporaneamente, con nevicate capaci di creare danni e sfondare tetti. Emilia Romagna, Marche,  Abruzzo furono messe in ginocchio. A Cesena e a Forlì arrivarono addirittura due metri di neve nel febbraio di quel 2012. In questi casi possiamo parlare veramente di gelo e di eccezionalità. Lo stesso 85 fu un anno importante. Dal 7 al 16 di gennaio la neve si affacciò a più riprese anche nella nostra provincia, i termometri nel capoluogo registrarono minime abbondantemente sotto zero. Posso citare aneddoti personali, considerato che in quel periodo mi trovavo alla Caserma Camandone di Diano Castello e di notte montavo di guardia alla riservetta munizioni con temperature di -5. Sempre in quel periodo nella polveriera nei pressi di Pietrabruna stavi in una torretta in mezzo al bosco con 10 cm di neve sotto i piedi. Alla sera, dopo una libera uscita per raggiungere Imperia, capitava di dover montare le catene per fare il Capo Berta e tornare a Diano Castello.

SINTESI FINALE - Passaggio freddo e nevoso su parte del territorio nazionale. Al Nord solo freddo (ribadisco significativo, ma non eccezionale. Anche i -20° super enfatizzati a 1800 metri in Piemonte, sono valori importanti ma non eccezionali. In Valle d'Aosta a fine anni 90 (1997 per la precisione), a 1500 m stavo per giorni a -19, mentre a Plateau Rosa, quota 3500 non ci si schiodava da -25°. Sino verso il 9 gennaio, solo a Nord Est si vedrà qualche debole possibile nevicata. Niente fiocchi nemmeno a Torino, né a Milano. Anche su un nuovo passaggio, tra il 9 e il 10 gennaio, che avrebbe coinvolto maggiormente il Settentrione iniziano a vedersi "certe retromarce". Quindi calma ne riparleremo venerdì. Generale inverno? Al momento ha mandato un Caporale, con la sua squadra!

Stefano Sciandra

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