Sta crescendo la tensione attorno all’obbligo di esporre sulle auto taxi la dicitura “numero unico”, una misura che secondo diversi taxisti storici starebbe creando confusione tra gli utenti e disservizi quotidiani. La contestazione, già formalizzata con una lettera inviata al Comune, al momento non avrebbe ricevuto risposte ufficiali.
Secondo quanto segnalato da un operatore aderente al Consorzio Taxi 0183 3737, "la dicitura induce molti clienti a credere che il numero indicato sulla fiancata dell’auto consenta di prenotare proprio quel taxi. In realtà, la chiamata viene spesso gestita da un sistema centralizzato al quale non tutti i tassisti risultano collegati. Ne deriva una situazione paradossale. L’utente vede l’auto disponibile, chiama il numero riportato, ma non ottiene il servizio atteso". Il risultato è un diffuso malcontento dell’utenza, che si traduce in lamentele e perdita di fiducia nel servizio. Una criticità che, secondo gli operatori, rischia di compromettere l’immagine complessiva del trasporto pubblico non di linea sul territorio. Per prevenire ulteriori disagi i tassisti ha scelto di modificare autonomamente il cartello sulla propria vettura, rimuovendo il riferimento al “numero unico” e lasciando invariati gli elementi identificativi del servizio. Una decisione definita "necessaria e urgente per ristabilire un principio di chiarezza e trasparenza verso i clienti".
Nel frattempo, la vicenda ha assunto anche un risvolto operativo: sono iniziati i primi controlli da parte della polizia locale, incaricata di verificare il rispetto delle indicazioni esposte sui veicoli. Un passaggio che ha contribuito ad aumentare il clima di tensione tra gli operatori, soprattutto in assenza di un confronto diretto con l’amministrazione. Tra le proposte avanzate dai tassisti, quella di modificare la dicitura in formule più esplicite come “Numero Taxi Comunale” o “Numero Taxi Città di Imperia”, così da chiarire che si tratta di un canale di chiamata e non dell’unico mezzo per contattare un taxi.
L’auspicio, condiviso da più operatori, è che il Comune voglia aprire un tavolo di confronto per trovare una soluzione equilibrata, capace di migliorare l’organizzazione del servizio senza penalizzare le realtà esistenti e, soprattutto, senza generare ulteriori equivoci tra i cittadini.














