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Imperia Città | 04 gennaio 2026, 07:21

Biodigestore, Scajola avverte il consorzio: impianto operativo entro il 5 maggio 2027 o decadenza

Rifiuti ancora spediti a Genova, ingresso di un nuovo socio per garantire la liquidità e ombre sull’iter Pnrr sotto la lente della Procura europea

Biodigestore, Scajola avverte il consorzio: impianto operativo entro il 5 maggio 2027 o decadenza

Cinque maggio. Non è il riferimento letterario all'ode di Manzoni per la morte di Napoleone, ma la “dead line” fissata per l'attivazione del biodigestore in regione Colli, nel territorio di Taggia. Ovviamente non dell'anno appena iniziato, ma del 2027, perché l'impianto concepito (tramite project financing) per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti nell'Imperiese è ancora tutto da plasmare. Claudio Scajola, il presidente della Provincia appena confermato, lancia però un messaggio chiaro al raggruppamento temporaneo di imprese riunito sotto la sigla Waste Recycling Imperia, chiamato a realizzare l'opera, specie dopo l'iniezione di capitale fresco assicurata dall'ingresso di un socio arabo-americano accanto all'Idroedil della famiglia Ghilardi e all'olandese Wtt.

Da due anni mandiamo i rifiuti a Genova, con i camion, perché le nostre discariche sono esaurite. E ora siamo vicini alla saturazione anche per quella di Scarpino (sulle alture di Sestri Ponente, ndr) – premette nella puntata speciale de L'Intervista visibile su SanremoNews – Sono riuscito, con fatica, a far partire il piano per il biodigestore di cui si parlava da 17 anni e non si faceva nulla per aumentare la differenziata, che significa inviare meno rifiuti nelle discariche e quindi far pagare meno i cittadini. Abbiamo un vincitore della gara, che deve costruire il biodigestore. C'era il problema dei mezzi insufficienti, ma nei giorni scorsi è stato firmato l'accordo per l'ingresso di un nuovo socio che porta la liquidità necessaria. L'obiettivo previsto dal contratto d'appalto, pena la decadenza, senza fare piacere a nessuno, è che il 5 maggio 2027 l'impianto entri in funzione”.

La formale consegna dei lavori è avvenuta quasi un anno fa, nel febbraio 2025, ma finora ci si è limitati a una serie di interventi finalizzati alla preparazione dell’area che ospiterà il capannone per le lavorazioni dei rifiuti. Nel frattempo, la Procura europea di Torino ha acceso un faro (con ipotesi di reato) sulla procedura adottata dalla Provincia per richiedere fondi Pnrr per oltre 6 milioni da destinare al progetto, finanziamento poi revocato dal Ministero dell'ambiente.

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