/ Appunti di Storia

Appunti di Storia | 30 novembre 2025, 07:02

APPUNTI DI STORIA. L'orecchio del Duca ovvero efficienza della rete spionistica sabauda creata a Oneglia dopo l'acquisto dalla famiglia Doria nel 1576

Quando ogni dettaglio diventa strategia: l’arte dell’informazione e lo spionaggio sabaudo

APPUNTI DI STORIA. L'orecchio del Duca ovvero efficienza della rete spionistica sabauda creata a Oneglia dopo l'acquisto dalla famiglia Doria nel 1576

Ogni frammento di informazione, per quanto in apparenza insignificante, anche nell'era digitale può portare acqua al mulino dello spionaggio. Inoltre, un servizio di spionaggio di elevata importanza non deve necessariamente funzionare in segreto: non a caso è stato affermato che "un informatore che lavori con fonti palesi (o aperte, come in genere si dice) è migliore di un agente che lavora con informazioni segretissime". 

In realtà, la massa di informazioni "grezza" che si riversa negli uffici centrali dello spionaggio raggiunge un volume quasi incredibile. Il pericolo (o rischio) è che il singolo dato importante possa andare perduto nel mucchio e che coloro che hanno la responsabilità di elaborare le informazioni e presentare i risultati ai vertici politici e militari li sommergano con una moltitudine poco significativa di dati di carattere statistico, inutili e scarsamente coerenti. 

Forse in passato la vita era molto più semplice e le procedure per ottenere informazioni senza dubbio fornivano frammenti di notizie in modo lento, quasi casuale, ma utili. Ciò nondimeno i problemi di base del modo di gestire e valutare le informazioni, come pure di agire in base ad esse, erano difficili e complicate quanto lo sono oggi. Sulla scena l'informazione costituisce molto spesso un problema. I personaggi possono dare vita ad un autoinganno oppure, all'inizio, non conoscere fatti essenziali. E qui lo spunto per ricordare proprio la capacità straordinaria delle spie e degli agenti sabaudi fin dall'inizio della dominazione dei Savoia a Oneglia.

Una capacità che riusciva a corrispondere alle esigenze strategiche, evitando al minimo i rischi. E tutto questo contemporaneamente allo sviluppo dei piani di rafforzamento militare, soprattutto del naviglio marittimo; circostanza quest'ultima che si fonderà in particolare, più avanti, sulla collaborazione con la potenza britannica, interessata a controllare nel Mediterraneo occidentale l'influenza francese e spagnola, ma anche a scongiurare le mai sopite minacce barbaresche.

I Savoia costruirono un apparato informativo di prima grandezza in grado di infiltrarsi nella vicina Porto Maurizio, di obbedienza genovese, e nelle vicine vallate ,oltre che di là del Capo Berta in direzione di Albenga e dalle parti della Corsica. Oneglia, al pari di Nizza, fungeva infatti da caposaldo fondamentale per la sicurezza dei confini sud del Ducato, compresa la vigilanza sulle coste meridionali del Mediterraneo. 

L'organizzazione dell'intelligence sabauda era pressoché perfetta e, servendosi anche di fuorusciti affluiti dai domini genovesi (a Perinaldo, ad esempio, dimoravano elementi trasferitisi da Sanremo e insofferenti al potere di Genova nella città), teneva le fila di un lavoro sofisticato che penetrava persino nelle maglie delle diverse autorità della Superba presenti in tutto l'arco che comprendeva il litorale da Monaco al Finalese, ma anche lungo la direttrice che muoveva da Nava e puntava su Albenga. Si è parlato in precedenti occasioni della rilevanza della zona di Moltedo nella guerra di spie tra il XVI e il XVIII secolo. Qui le spie sabaude erano riuscite a reclutare gente comune in grado di raccogliere notizie di prima mano sulla situazione economica, sociale e militare in atto a Porto Maurizio e relativo entroterra.

Pierluigi Casalino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium