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Appunti di Storia | 12 ottobre 2025, 07:03

APPUNTI DI STORIA. Tracce di dialetti onegliesi e portorini nella Diaspora ebraica di ritorno a Gerusalemme e in Terra Santa dal XV secolo in poi

Tra fermenti spirituali e contatti mediterranei: la rinascita della vita ebraica in Terra di Israele tra XVI e XVIII secolo e le connessioni con il Ponente

APPUNTI DI STORIA. Tracce di dialetti onegliesi e portorini nella Diaspora ebraica di ritorno a Gerusalemme e in Terra Santa dal XV secolo in poi

Epoca di grandi sconvolgimenti storici, ma anche di intensi fermenti spirituali, la Prima Modernità vede il rifiorire della vita ebraica in Terra di Israele, da Gerusalemme alla mistica Safed che domina il Lago di Tiberiade. Esplorare questa ricca realtà nei suoi aspetti politici ed economici, ma soprattutto intellettuali, soffermandosi in particolare sulle scuole di dottrina mistica che in quest'epoca prosperarono numerosi, ci porta a scoprire i contatti e le relazioni che l'Europa meridionale soprattutto ebbero con la Terra Santa, da cui mai la presenza ebraica, non solo culturale, fu del tutto assente nei periodi storici precedenti. 

Grazie ai suoi emissari, ai suoi cabalisti, ai suoi manoscritti che partivano in cerca di editori italiani ed europei in genere, nonostante e a causa dei diversi pericoli che conobbe, la Terra Santa riconquistò senza colpo ferire un primato incontestato in seno alla Diaspora. Oltre agli ebrei originari, a seguito delle migrazioni europee seguite alle espulsioni della fine del XV secolo, i viaggiatori si resero conto di quanto differenti fossero le altre origini dei fedeli ebrei a Gerusalemme e nel resto della Terra di Israele tra gli inizi del XVI secolo e il secolo successivo: numerosi erano di origine ashkenazite, ma la maggior parte provenivano dalla comunità sefardita della Spagna e del  Portogallo che si aggiungevano a coloro che abitavano da tempo nella zona, specialmente provenuti dal Maghreb, detto dai visitatori Barberia. 

Sull'argomento non si mancherà di tornare, anche per ricordare come ebrei liguri andassero e venissero in Terra Santa, fin dal tardo impero romano al Medioevo, recuperando antichi rapporti di parentela e di vicinanza con ebrei rimasti nella regione dopo la dispersione succeduta alla cosiddetta guerra di Masada. 

Ci si limita qui a ricordare come il Ponente ligure fece da sponda e spinta ad un tempo al movimento di ebrei verso la Terra Santa, recuperando anche caratteri e valori tipici delle genti liguri presso le quali la nazione ebraica viveva dall'epoca romana  e nella quale si integrava in qualche modo. 

Le recenti persecuzioni degli ebrei della provincia di Imperia durante l'occupazione nazista rivelano, del resto, come ancora numerosa fosse la presenza di ebrei da queste parti negli anni Quaranta del XX secolo. Secondo alcuni viaggiatori ebrei e non ebrei in Terra Santa, durante i secoli XVI, XVII e XVIII secolo tracce del dialetto ligure onegliese, portorino e sanremasco venivano colte nelle espressioni di quegli ebrei che erano passati da qui per recarsi in Terra di Israele. Anche questo sarà oggetto, appena possibile, di ulteriore approfondimento. 

Pierluigi Casalino

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