L’Amministrazione comunale modifica la convenzione per la sperimentazione della navetta elettrica a guida autonoma. Il periodo di ‘prova’ dei mezzi, che attraverseranno la pista ciclopedonale da Oneglia a Porto Maurizio, è stato avviato lo scorso 30 giugno, attualmente è stato sospeso.
La Giunta ha modificato lo schema di accordo per lo svolgimento delle attività di sperimentazione della linea di trasporto pubblico locale previsto con le università di Genova e di Enna Kore (dipartimento di Ingegneria e Architettura) e l’azienda Equattroe di Agrigento. Una modifica necessaria per “avviare le attività di sperimentazione al fine di ottenere l’omologazione della linea nei tempi previsti, entro marzo 2026”, sottolineano da Palazzo civico. Inoltre, i costi della convenzione saranno “completamente a carico dell’appaltatore".
“Le navette non circolano da settimane, mentre il conto alla rovescia del PNRR è già iniziato – interviene il consigliere comunale di Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano –. Se non si riparte immediatamente, il finanziamento rischia di svanire, con pesanti conseguenze per i cittadini”. Il consigliere ha richiesto copia dei contratti stipulati con le imprese esecutrici, i verbali di collaudo e consegna dei mezzi, la documentazione relativa ai costi di gestione, manutenzione e assicurazione delle navette, gli accordi con le università di Enna e Genova, oltre a tutte le comunicazioni tra Comune e imprese riguardanti le criticità operative. "La modifica del contratto tenta di alleggerire il bilancio comunale -prosegue Zarbano-, ma non cambia in alcun modo le scadenze fissate da Bruxelles. Senza test su strada e senza omologazione entro marzo 2026, l’Europa potrebbe chiedere la restituzione dei fondi già erogati".
“È indispensabile che l’Amministrazione fornisca al più presto un calendario operativo dettagliato, la massima trasparenza sull’andamento dei test e un piano urgente di ripresa della sperimentazione. Solo così sarà possibile scongiurare il fallimento di un progetto che, nato come simbolo di innovazione, rischia di trasformarsi in un boomerang per la città”, conclude Zarbano.














