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Attualità | 16 febbraio 2025, 07:18

Appunti di storia. Il Festival di Sanremo, richiamo universale dalle Cinque Terre alla Mortola passando dal "pianeta Imperia"

La prorompente performance fuori programma di Benigni ha elevato il livello nazionale dell'evento

Appunti di storia. Il Festival di Sanremo, richiamo universale dalle Cinque Terre alla Mortola passando dal "pianeta Imperia"

Le luci dell'Ariston si sono spente con il trionfo di Olly con "Bastarda Nostalgia", dopo che, nella puntata conclusiva, Giorgia, favoritissima della vigilia e vincitrice delle serate cover (e poi esclusa a sorpresa dalla classifica dei top 5), Achille Lauro e The Kolors avevano fatto impazzire il pubblico. Olly vince alla grande seguito da Corsi e Brunori-Sas. Un buon successo è stato registrato, in realtà, anche da altri motivi meno votati, che potrebbero lasciare un segno nel mercato discografico. 

Una ricognizione del cast dei partecipanti all'edizione 75 del Festival di Sanremo non ha aiutato però a migliorare l'impressione generale. E ciò nonostante lo spettacolo è stato ravvivato dalla prorompente performance fuori programma di Benigni che ha elevato il livello nazionale dell'evento, evocando il ruolo morale del Presidente Mattarella, dal tormentone "Tutta l'Italia", il jingle del dj Gabry Ponte che ha accompagnato, come sigla, l'intera kermesse in un girandolo di emozioni, soprattutto dall'ultima serata che ha visto ospiti Edoardo Bove con la sua storia drammatica che lo ha separato dal calcio e Alberto Angela con uno sguardo al futuro. 

Molti protagonisti, forse tutti, sono stati la parodia di se stessi e anche chi non pratica il genere melodico, ne ha tentato la carta, senza averne il carisma. I Coma_Cose hanno portato un motivo spensierato e divertente che, considerato l'alto grado di depressione e monotonia regnante comunque, ha trovato un buon successo. Anche loro, tuttavia, da intriganti indie-pop rapper hipster che erano, sono diventati la versione millenaria di Al Bano e Romina, con il matrimonio annunciato in pieno Sanremo 2023. 

Nelle precedenti edizioni sembrava emergere un Sanremo più giovane e più social (ma forse, dopo tutto, ora è meglio così), come era dimostrato dagli ascolti Rai, la cui crescita era in larga misura legata alla fascia degli adolescenti, che fino a pochi anni prima si sarebbe sparata piuttosto che seguire il Festival su Rai Uno. La partecipazione di Brunori-Sas, giunto terzo, è arrivata, invece, con almeno dieci anni di ritardo rispetto alla fase creativa della sua stagione artistica. Di spessore umano la prova di Cristicchi, mentre due eccezioni in un certo senso sono state proprio quella di Lucio Corsi, giunto ottimo secondo alle spalle di Olly e quella di Joan Thiele, ma tutto sommato anche quella di Elodie in formato catwoman e dello stesso vincitore Olly coperto da un standing ovation, quasi un anticipo della vittoria finale. E come sempre, al pari dell'Araba Fenice Sanremo sopravvive a sé stesso e rilancia, perché Sanremo è Sanremo.

 E Sanremo veicola la Liguria nel suo insieme, con il suo richiamo universale dalle Cinque Terre alla Mortola, passando dal pianeta Imperia: un richiamo che si traduce in un messaggio che racchiude contraddizioni e illusioni, speranze e immaginazioni che con il Festival ben si coniugano. Un vero made in Liguria che funziona incredibilmente bene, tra critiche e consensi, e non fa solo bella ed allegra questa nostra terra, ma anche il Bel Paese : ieri, oggi e domani, oltre le canzoni.

Pierluigi Casalino

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