/ Attualità

Attualità | 11 febbraio 2025, 18:36

Appunti di Storia. La scia del Festival di Sanremo: motore della nuova industria musicale nel dopoguerra

La kermesse vista da Imperia, l'eterno ritorno in chiave dialettica

Appunti di Storia. La scia del Festival  di Sanremo: motore della nuova industria musicale nel dopoguerra

Del Festival di Sanremo del 1961 si è parlato in più occasioni. Si disse che quella manifestazione apriva una nuova era di creatività musicale, annunciandosi come il Festival dei cantautori. Un'edizione, dunque, che voltava pagina dopo le  prime romantiche esperienze della grande kermesse sanremese negli Anni Cinquanta del XX secolo

Non si intende lasciare spazio alla nostalgia per ricordare quell'età dell'oro della canzone italiana, un' età dell'oro vissuta da tutto il Paese e in particolare dalla provincia di Imperia, uscita da una certa atmosfera dimessa e ormai stabilmente  all'attenzione nazionale ed internazionale, anche con l'affermarsi delle gare ciclistiche ed automobilistiche e il voler essere orgogliosamente trainante persino degli stessi rapporti italo francesi. 

Sanremo è di per sé un attore della cultura e dell'economia in cui esiste tutto un universo suggestivo e impalpabile e il 1961, anno tra l'altro del muro di Berlino e del primo uomo nello spazio, segnava un grande cambiamento delle abitudini di ascolto degli italiani. Imperia e provincia (ma direi tutta la Liguria), grazie alla televisione, si trasformavano sulla scia di  Sanremo nel motore di un'industria che si presentava come il volano di un gusto non solo dei giovani e delle nuove musiche che si affacciavano alla ribalta della Città dei Fiori. 

Si trattava di una rivoluzione spinta dal basso, che dopo qualche anno purtroppo andò esaurendosi. Con i debiti distinguo ciò che sta avvenendo oggi ripete quel venir meno di allora, certificando lo sgonfiarsi del trend, anch'esso venuto dal basso, dello streaming del mercato della musica avviato nello scorso decennio e che superava, per la prima volta, i ricavi del fisico.

 I protagonisti delle prime classifiche dello Spotify Italia erano soprattutto i rapper. Già dallo scorso anno tuttavia lo streaming era pressoché finito. E ciò non di meno adesso nessuno rischia più di tanto, portando all'Ariston cantanti di mestiere che non migliorano l'impressione riflessiva, ma rilanciano parabole artistiche che forse si ritenevano morte, guardando soprattutto alla formula sanremese classica con intenzioni innocue (magari ingenue e serafiche) e accattivanti e al mercato delle radio. In tutto questo contromovimento al piatto non mancano le eccezioni di brani raffinati stile vintage. 

Della vittoria (o delle diverse vittorie) si dicono certi i diversi "aristarchi" del commento, ma siccome Sanremo è  Sanremo vinceranno sempre i rapporti di produzione. Così com'è stato e sarà. Un processo che ricalca la dialettica hegeliana e che ci ricorda quella da essa derivata del materialismo storico di stampo marxiano. E Sanremo è proprio questo: tesi,antitesi e sintesi.

Pierluigi Casalino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium