Dal programma poteva confondersi con una noiosa lezione di medicina. Invece i partecipanti al solito appuntamento del Club di conversazione sulla banchina onegliese sono rimasti folgorati dalle qualità professionali, dalla competenza e dalla cultura storica e medica, offerta a piene mani ad una affollata platea dal dottor Antonio Amato, direttore della Chirurgia generale a Imperia. Perfino il sindaco Claudio Scajola ha ritenuto opportuno intervenire proprio per presentare e ribadire le qualità umane e professionali del dottor Amato.
La relazione del chirurgo si è fondata su una considerazione possibile solo per un profondo conoscitore della scienza medica. “La medicina vive di ʽverità penultimeʼ - ha esordito –. Conoscenze sostenute dalle prove disponibili su cui si basano decisioni concrete aperte a verifiche e revisioni”. Da queste premesse, Amato ha iniziato il suo intervento nell’ambito della prevenzione oncologica, interpretazione degli esami e storia della medicina, un ambito correlato allo screening del tumore del colon-retto di cui il chirurgo imperiese si occupa da molti anni.
“Proporre un programma di screening è necessario perché la malattia abbia un impatto significativo sulla popolazione – ha insistito –. In questo caso molti tumori si sviluppano grazie ai polipi da individuare e rimuovere prima della loro evoluzione: la ricerca del sangue occulto nelle feci è il primo passaggio che richiede un approfondimento mentre la colonscopia consente di verificare la situazione e rimuovere i polipi”.
Amato ha poi proseguito affrontando il tema della sovradiagnosi, l’effetto della moltiplicazione di accertamenti che portano ad altri esami causando danni e preoccupazioni inutili. Ma la visuale del direttore di Chirurgia generale è su uno sconfinato e affascinante orizzonte storico-medico.
La seconda parte della sua relazione, infatti, ha aperto un viaggio nella storia attraverso le vicende mediche di Rossini, Garibaldi, Debussy e Puccini. Le loro malattie e i trattamenti disponibili nelle rispettive epoche fanno comprendere quanto sia cambiata la medicina. Un itinerario di specifici casi personali che hanno ancor più magnetizzato i presenti per l’affasciante racconto offerto dal dottor Amato ricco di date, aneddoti sconosciuti ai più, analisi e considerazioni.
Il finale ha riguardato l’intelligenza artificiale, un tema quanto mai attuale che impatta sulle opportunità di ricerca, l’analisi dei dati e la simulazione per tentare di comprendere le conseguenze sul lavoro del medico e il modo di pensare.














