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Attualità | 03 novembre 2026, 08:13

Il dottor Antonio Amato, dalla prevenzione oncologica ai segreti medici dei grandi personaggi della storia

Il direttore della Chirurgia generale di Imperia ha affascinato il pubblico

Il dottor Antonio Amato, dalla prevenzione oncologica ai segreti medici dei grandi personaggi della storia

Dal programma poteva confondersi con una noiosa lezione di medicina. Invece i partecipanti al solito appuntamento del Club di conversazione sulla banchina onegliese sono rimasti folgorati dalle qualità professionali, dalla competenza e dalla cultura storica e medica, offerta a piene mani ad una affollata platea dal dottor Antonio Amato, direttore della Chirurgia generale a Imperia. Perfino il sindaco Claudio Scajola ha ritenuto opportuno intervenire proprio per presentare e ribadire le qualità umane e professionali del dottor Amato.

La relazione del chirurgo si è fondata su una considerazione possibile solo per un profondo conoscitore della scienza medica. “La medicina vive di ʽverità penultimeʼ - ha esordito –. Conoscenze sostenute dalle prove disponibili su cui si basano decisioni concrete aperte a verifiche e revisioni”. Da queste premesse, Amato ha iniziato il suo intervento nell’ambito della prevenzione oncologica, interpretazione degli esami e storia della medicina, un ambito correlato allo screening del tumore del colon-retto di cui il chirurgo imperiese si occupa da molti anni. 

“Proporre un programma di screening è necessario perché la malattia abbia un impatto significativo sulla popolazione – ha insistito –. In questo caso molti tumori si sviluppano grazie ai polipi da individuare e rimuovere prima della loro evoluzione: la ricerca del sangue occulto nelle feci è il primo passaggio che richiede un approfondimento mentre la colonscopia consente di verificare la situazione e rimuovere i polipi”. 

Amato ha poi proseguito affrontando il tema della sovradiagnosi, l’effetto della moltiplicazione di accertamenti che portano ad altri esami causando danni e preoccupazioni inutili. Ma la visuale del direttore di Chirurgia generale è su uno sconfinato e affascinante orizzonte storico-medico. 

La seconda parte della sua relazione, infatti, ha aperto un viaggio nella storia attraverso le vicende mediche di Rossini, Garibaldi, Debussy e Puccini. Le loro malattie e i trattamenti disponibili nelle rispettive epoche fanno comprendere quanto sia cambiata la medicina. Un itinerario di specifici casi personali che hanno ancor più magnetizzato i presenti per l’affasciante racconto offerto dal dottor Amato ricco di date, aneddoti sconosciuti ai più, analisi e considerazioni.

Il finale ha riguardato l’intelligenza artificiale, un tema quanto mai attuale che impatta sulle opportunità di ricerca, l’analisi dei dati e la simulazione per tentare di comprendere le conseguenze sul lavoro del medico e il modo di pensare.  

Ino Gazo  

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