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Attualità | 29 ottobre 2026, 07:59

Costarainera, 70 mila euro per salvare la chiesa di Sant’Antonio Abate

Il contributo del Ministero consentirà di avviare i primi interventi sul monumento romanico, simbolo delle radici storiche e culturali del paese

Costarainera, 70 mila euro per salvare la chiesa di Sant’Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate a Costarainera si avvia a tornare a nuova vita. Il monumento, nato tra il XII e il XIII secolo, che rappresenta il simbolo non solo religioso ma pure il segno distintivo e primigenio delle antiche radici del paese. Per la sua importanza storica, culturale e artistica, infatti, il ministero dei beni culturali ha ʽarricchitoʼ le casse comunali di un contributo per 70 mila euro. 

“Siamo molto soddisfatti per questo attenzione del Ministero verso il nostro paese – afferma il sindaco Piero Mareri –. Certo che l’amministrazione sia impegnata a salvaguardare un bene architettonico che rappresenta le più autentiche radici della comunità ma purtroppo il contributo non ci permette di attivare tutti gli interventi che sarebbero necessari, ci dobbiamo limitare allo stretto necessario”. 

La Chiesa di Sant’Antonio Abate, pur posizionata fuori dal centro storico del paese, può vantare una forte rilevanza storica per tutta la valle del San Lorenzo. Costruita in stile romanico forse dai benedettini, nel contesto di una affascinante cornice naturalistica con splendidi panorami vero il mare e l’entroterra, nei primi secoli della sua costruzione sia per le funzioni religiose che per l’area cimiteriale realizzata nel suo ambito serviva anche la vicina comunità di Cipressa. 

Ma le incursioni turche e barbaresche soprattutto nel XVI secolo insieme alle forti tensioni con i fedeli del vicino paese sorte nei primi decenni della costruzione della chiesa, segnarono il lento e inesorabile declino anche strutturale dovuto alla mancanza di cure. “È un nostro assoluto dovere non abbandonare questo monumento – sottolinea il sindaco –. Si tratta di un elemento importante della nostra storia e delle nostre radici oltre a essere un tesoro culturale che viene ricercato e visitato da moltissimi turisti italiani e stranieri”.

Ino Gazo

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