Nasce tra le case in pietra di un antico borgo ligure, Civezza, la bella storia di Maria Melissano, maestra di un tempo, e di un’asta singolare: vendere i mobili di una vita per offrire agli anziani un luogo in cui sentirsi ancora a casa. Siamo nell’autunno del 1980, tutto sembra appartenere a un altro tempo, quando i paesi erano piccole comunità raccolte attorno alla piazza, quando il nome di una maestra evocava rispetto e memoria, e quando anche la vendita di vecchi mobili poteva trasformarsi in un gesto capace di guardare lontano. Civezza, paesino dell’entroterra imperiese, arroccato a 220 metri sul livello del mare, alle spalle di San Lorenzo al Mare e a pochi chilometri da Imperia.
Le locandine dei giornali incuriosiscono anche gli abitanti delle località costieri, poco abituate a vicende di questo genere: un Comune, Civezza appunto, che si trasforma eccezionalmente in banditore d’asta per trasformare una corposa eredità in un’opera di solidarietà. Non una vendita qualunque, ma un’iniziativa in cui gli oggetti di una casa privata avrebbero potuto contribuire a costruire un futuro per gli anziani del paese.
Al centro della vicenda c’è la casa di Maria Melissano, la vecchia maestra del paese, situata proprio davanti al Municipio. Una casa che custodisce i segni di un’esistenza, gli arredi accumulati negli anni, le cose di ogni giorno accanto a quelle più preziose, tramandate da una generazione all’altra. Ma, soprattutto, una disposizione testamentaria che, almeno nelle intenzioni, non ha alcuna intenzione di lasciare i beni confinati nella sfera privata. Ogni sua proprietà destinata a contribuire alla realizzazione di un luogo di accoglienza per i vecchi e i poveri del paese. Un’eredità, insomma, che non doveva esaurirsi con la scomparsa della sua proprietaria.
In vendita vanno ben duecento letti, insieme a mobili antichi, suppellettili e arredi di carattere più rustico, ma non per questo meno interessanti. Oggetti diversi per epoca, valore e fattura, accomunati dal fatto di aver fatto parte della casa della maestra.
Ogni mobile sarà dunque destinato a lasciare il suo posto. Ogni letto troverà una nuova stanza, una nuova famiglia, una nuova funzione. Un tentativo di dare una seconda vita alle cose, facendo sì che il valore materiale si trasformi in un beneficio collettivo a favore degli anziani del paese. La vendita si farà di domenica, in piazza, a Civezza. Nessun grande centro commerciale, nessuna sala d'aste ma un piccolo paese ligure, dove le notizie si diffondono di voce in voce e dove un appuntamento pubblico può diventare un momento di partecipazione per l'intera comunità.
Il ricavato dell'asta sarà determinante per risistemare la grande casa ricevuta in eredità, destinandola a centro sociale per anziani.














