Si è chiusa all’Expo Salso di Imperia un’intensa settimana di eventi organizzata per celebrare i cento anni di Confindustria Imperia. Un traguardo storico per l'associazione, nata nel 1926 — a soli tre anni dalla fondazione della città — e che oggi conta 270 aziende associate per oltre 8.200 dipendenti. Abbiamo intervistato il Presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini, per tracciare un bilancio di questi festeggiamenti e analizzare le prospettive future dell'imprenditoria del Ponente ligure.
1. Presidente Tesorini, si è appena conclusa la settimana per i 100 anni dell'Associazione. Qual è il bilancio di questo traguardo e come si incontra la storia di Confindustria con quella del territorio?
«Il bilancio è straordinariamente positivo. Entriamo nel nostro secondo secolo di vita non come stanchi nostalgici, ma con la forza e la dinamicità di chi sa che il meglio deve ancora venire. La storia di Confindustria Imperia, nata nel 1926, si è intrecciata fin da subito con la nascita della città di Imperia nel 1923. In questo secolo abbiamo attraversato la ricostruzione del dopoguerra, il boom economico, le crisi e la pandemia, affiancando sempre le imprese. Dietro i nomi dei presidenti ci sono le storie reali di centinaia di aziende e delle loro famiglie: da noi l'impresa ha sempre avuto un volto umano e radici salde nella comunità. Oggi celebriamo questo percorso toccando il record di iscrizioni, con 270 aziende associate che danno lavoro a oltre 8.200 addetti.»
2. Durante la manifestazione sono state premiate 13 aziende ultracentenarie della provincia. Che messaggio trasmettono queste realtà e come affrontano il passaggio generazionale?
«Non potevamo festeggiare il nostro centesimo compleanno senza celebrare chi è nato persino prima di noi, come Arimondo che affonda le sue radici nel 1791, o le azienda alimentari con i loro frantoi, gli imballaggi e gli hotel storici della Belle Époque. La cosa straordinaria è che queste imprese secolari hanno l'entusiasmo e la carica di vere e proprie startup: combinano decenni di esperienza con una grande spinta all'innovazione. Molte hanno visto straordinari passaggi generazionali all'interno delle stesse famiglie, mentre altre hanno cambiato proprietà mantenendo intatta la propria forza produttiva. Sono la dimostrazione vivente che il fare impresa nel Ponente è fatto di resilienza, visione e capacita di adattamento.»
3. La mostra "Passaggi di Tempo" all'Expo Salso ha raccontato un secolo di economia locale. Quale valore ha avuto questa esposizione e cosa emerge dal confronto tra passato e presente?
«La mostra curata da Fabrizio Pepino di Autorivari non è stata una semplice cronistoria annalistica, ma un vero e proprio storytelling per macro-temi che ha messo a confronto oggetti d'epoca e tecnologie attuali. Dalle latte d'olio litografate d'inizio Novecento alla narrazione del packaging e del marketing, dalle slot machine storiche del Casinò alle testimonianze della floricoltura e dell'edilizia, l'esposizione ha dimostrato come l'industria sia una presenza viva nel tessuto sociale della Riviera. Il messaggio centrale è il cambiamento come motore dello sviluppo: conoscere da dove veniamo è fondamentale per guidare le trasformazioni di oggi.»
4. La settimana è stata arricchita da approfondimenti su Società Benefit, educazione finanziaria per le scuole e dall'intervento di Beppe Severgnini. Perché questo forte accento sui giovani e sui nuovi modelli di business?
«Celebrare il passato ha senso solo se sappiamo costruire il futuro, e il futuro appartiene alle nuove generazioni. Abbiamo voluto portare all'Expo Salso centinaia di studenti — dalle scuole medie agli istituti superiori come il Ruffini per le lezioni di educazione finanziaria — per far conoscere loro il patrimonio economico locale e trasmettere fiducia. Con la lectio di Beppe Severgnini si è parlato dell'importanza di trattenere ed esaltare i talenti, mentre la tavola rotonda sulle Società Benefit ha mostrato come oggi il profitto debba andare di pari passo con la sostenibilità ambientale, il benessere dei lavoratori e il valore per il territorio.»
5. Quali sono le priorità e le sfide concrete su cui Confindustria Imperia intende concentrarsi per i prossimi anni?
«I nodi su cui batteremo con determinazione sono infrastrutture, energia e transizione digitale. Sul fronte viario e ferroviario il Ponente non può più rimanere isolato: servono il completamento del raddoppio ferroviario, l'ammodernamento delle statali per i collegamenti con il Piemonte e nuovi collegamenti autostradali in modo da non penalizzare imprese e turismo. A livello energetico dobbiamo abbattere costi che soffocano la competitività. Infine, sull'Intelligenza Artificiale ci muoviamo con l'hub Imperiaware e percorsi formativi per fare in modo che la tecnologia potenzi l'ingegno umano senza sostituirlo. La nostra promessa per i prossimi cento anni è continuare a fare squadra per rendere la provincia di Imperia attrattiva, solida e proiettata nel futuro.»




















