Un incidente di non grave entità è bastato nella tarda mattinata di oggi a mettere in ginocchio la viabilità cittadina. È accaduto in via Nazionale, a Castelvecchio, dove per una buona mezz’ora il traffico da e verso il Piemonte e di conseguenza in tutta Oneglia è rimasto praticamente paralizzato, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia locale per cercare di sbloccare la situazione e riportare lentamente alla normalità la circolazione.
Un episodio che, al di là della dinamica dello stesso , dovrebbe far riflettere seriamente sullo stato della viabilità di Imperia. Perché è legittimo chiedersi: è normale che un incidente senza conseguenze particolarmente gravi riesca a paralizzare per così tanto tempo un’importante arteria di collegamento?
Gli incidenti possono accadere e nessuna città può realisticamente pensare di eliminarli. Il vero problema è ciò che succede dopo. Quando un singolo episodio è sufficiente a mandare in tilt una parte consistente del traffico, significa che il sistema viario presenta evidenti punti di vulnerabilità. E Imperia, sotto questo profilo, sembra averne più di uno. La città è ormai da tempo in attesa di innovazioni e interventi strutturali sulla viabilità, sempre che prima o poi arrivino davvero. Ma proprio nell’attesa di queste opere, che potrebbero richiedere tempi lunghi, sarebbe indispensabile mettere mano almeno alla programmazione complessiva del traffico.
Quello che serve con urgenza è un vero Piano del traffico, elaborato da un pool di professionisti qualificati e con competenze specifiche in materia di mobilità e sicurezza stradale, non interventi occasionali e improvvisati presi senza una visione d’insieme.
Perché le strade problematiche sono troppe e il numero degli incidenti dovrebbe ormai rappresentare un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Lo dimostrano anche episodi recenti, compreso il tragico incidente avvenuto in via Airenti, che ha riportato drammaticamente l’attenzione sul tema della sicurezza stradale.
Naturalmente ogni incidente ha una propria dinamica e proprie responsabilità e non sarebbe corretto attribuire automaticamente alla conformazione delle strade le cause di ogni sinistro. Ma proprio la frequenza degli episodi dovrebbe spingere amministratori e tecnici a interrogarsi sull’effettiva sicurezza e funzionalità dell’intera rete viaria cittadina.














