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Economia | 15 settembre 2026, 07:00

Come affrontare acne, psoriasi e altri disturbi della pelle

Come affrontare acne, psoriasi e altri disturbi della pelle

La pelle racconta la nostra storia. Stress, alimentazione, squilibri ormonali, predisposizione genetica: tutto lascia tracce sulla cute, spesso in modi che non sappiamo interpretare. Davanti a un'eruzione improvvisa, a macchie che non passano o a una psoriasi che si ripresenta ciclicamente, la tentazione è quella di arrangiarsi con creme acquistate in farmacia o consigli trovati online. Ma per molte condizioni cutanee, solo uno specialista può fare la differenza tra un trattamento efficace e anni di tentativi falliti.

A chi rivolgersi per i problemi della pella

La buona notizia è che c’è una soluzione: quando hai un bisogno alla pelle, a Genova il dermatologo è la figura a cui fare riferimento. Nel capoluogo ligure si trova una fitta rete di specialisti e centri medici raggiungibili senza dover affrontare lunghi spostamenti. Prenotare una visita e rivolgersi al giusto professionista è un primo passo concreto verso la cura della propria pelle.

Come trattare la pelle con psoriasi?

La psoriasi è una malattia cronica autoimmune che colpisce la pelle, causando la comparsa di placche eritematose e squamose, tipicamente su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare. Non esiste una cura definitiva, ma oggi sono disponibili trattamenti molto efficaci per controllare i sintomi e migliorare significativamente la qualità della vita:

  • Terapie topiche: creme e unguenti a base di corticosteroidi, vitamina D sintetica (calcipotriolo), retinoidi topici o inibitori della calcineurina. Sono il trattamento di prima linea per le forme lievi-moderate
  • Fototerapia: esposizione controllata a raggi ultravioletti UVB a banda stretta o PUVA (UVA con psoraleni). Particolarmente efficace per la psoriasi diffusa che non risponde alle terapie topiche
  • Terapie sistemiche tradizionali: metotrexato, ciclosporina e acitretina, utilizzati nelle forme moderate-gravi sotto stretto controllo medico
  • Farmaci biologici: anticorpi monoclonali che agiscono su specifici bersagli molecolari del sistema immunitario coinvolti nella psoriasi. Hanno rivoluzionato il trattamento delle forme gravi, con tassi di risposta molto elevati
  • Piccoli molecoli: farmaci orali di nuova generazione come gli inibitori delle JAK chinasi, alternativa ai biologici per alcune categorie di pazienti

Quali sono i rimedi per la psoriasi del viso?

La psoriasi del viso richiede un approccio particolarmente delicato, data la sensibilità della cute in questa zona. I trattamenti più utilizzati includono:

  • Corticosteroidi a bassa potenza: da usare con cautela e per periodi limitati, per evitare assottigliamento della pelle e altri effetti collaterali
  • Inibitori della calcineurina (tacrolimus e pimecrolimus): efficaci e ben tollerati sul viso, senza i rischi associati ai corticosteroidi
  • Idratazione intensa: una barriera cutanea ben idratata riduce l'infiammazione e il prurito
  • Protezione solare: fondamentale per evitare che le scottature scatenino nuove riacutizzazioni
  • Shampoo medicati: per la psoriasi del cuoio capelluto che si estende alla fronte e alle orecchie

Qual è il trattamento più efficace per la psoriasi?

La risposta dipende dalla gravità della malattia, dalla localizzazione e dalle caratteristiche individuali del paziente. In termini generali:

  • Per le forme lievi: le terapie topiche sono spesso sufficienti a controllare i sintomi
  • Per le forme moderate: la fototerapia rappresenta una valida alternativa o integrazione alle terapie topiche
  • Per le forme gravi o refrattarie: i farmaci biologici hanno dimostrato i migliori risultati in termini di efficacia e durata della risposta, con tassi di remissione molto elevati

È importante ricordare che la psoriasi è una malattia sistemica: il dermatologo lavora spesso in sinergia con il reumatologo (per l'artrite psoriasica), il cardiologo (per il rischio cardiovascolare aumentato) e il gastroenterologo (per le patologie infiammatorie intestinali associate). Un approccio multidisciplinare è la chiave per gestire al meglio questa condizione nel lungo periodo.

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