Porto turistico di Imperia, difficoltà emergerebbero nel trovare operatori disposti a farsi carico della realizzazione delle opere, secondo Lucio Sardi, capogruppo di Avs, dalla documentazione relativa alle manifestazioni di interesse raccolte da Marina di Imperia. Documenti che l’esponente dell’opposizione afferma di aver ottenuto "grazie all’intervento del difensore civico regionale".
"La lettura dei documenti sulla procedura delle manifestazioni di interesse per il completamento del porto turistico fornisce molti spunti sui problemi che derivano dal tipo di progetto voluto dall'amministrazione Scajola", sottolinea Sardi.
Lucio Sardi sostiene che dalle carte emergono criticità sulla sostenibilità economica dell'operazione e, in particolare, sulla realizzazione delle opere a terra previste dal progetto, comprese quelle residenziali e ricettive". "Il primo elemento è che hanno di fatto dichiarato irrealistico il piano finanziario che prevedeva le modalità di copertura degli investimenti necessari per il progetto di completamento del porto".
Secondo l'esponente di Avs, i soggetti interessati avrebbero, inoltre, "espresso dubbi sulle volumetrie edilizie e sulla componente residenziale e turistica, ritenuta poco coerente con le esigenze di un porto turistico. Sardi richiama anche l'esito di una precedente manifestazione di interesse, nella quale, secondo quanto riportato nel bando, nessun operatore aveva manifestato interesse per i sedimi destinati ad alberghi e residenze".
Un'altra questione riguarda la gestione dei posti barca. Secondo Sardi, le richieste avanzate dagli operatori interessati metterebbero in discussione lo schema finanziario alla base del progetto e potrebbero ridimensionare fortemente il ruolo di Marina di Imperia, con conseguenze anche sul previsto canone annuale di due milioni di euro destinato al Comune. "È ormai evidente come sia in atto una sorta di disperata rincorsa nel trovare un privato disposto a farsi carico di un progetto privo di sostenibilità al prezzo della totale svendita dell'interesse pubblico".
Lucio Sardi solleva, infine, un interrogativo sulla concessione sessantacinquennale e sulla possibilità di garantirla a un soggetto privato qualora non sia ancora chiaro chi possa assumersi l'onere e il rischio delle opere previste: "Ci si chiede, infatti, come sia possibile concedere a un soggetto privato una sub-concessione sessantacinquennale. Se tali opere, per ragioni comprensibili, non è chiaro se o chi possa assumersi l'onere e il rischio di realizzarle".














