I costi del carburante sono tornati a essere una spesa insostenibile per i cittadini, stretti tra la necessità di muoversi e tasche sempre più vuote. A Imperia la soglia psicologica dei due euro al litro è ormai un ricordo superato in oltre un distributore su tre. Secondo le rilevazioni sul campo in città, ma anche nel Golfo Dianese, i distributori di carburante hanno varcato questo limite, creando un clima di forte insoddisfazione e preoccupazione tra gli automobilisti.
E' diventato praticamente impossibile trovare la benzina a 1,95 euro al litro. I prezzi del carburante toccano picchi di 2,049 euro. Chi si ferma alle pompe lo fa a denti stretti: venti euro oggi garantiscono meno di dieci litri di carburante, spingendo molti a rievocare con amarezza i tempi dell'austerity.
L'insoddisfazione degli automobilisti aumenta anche nel confronto con altri Paesi europei come la Spagna, dove i prezzi risultano nettamente inferiori. Il timore principale riguarda le stime per i prossimi mesi e il rischio di ulteriori aumenti sul diesel se non verranno rinnovati i tagli sulle accise.
Le conseguenze di questo trend non colpiscono solo i singoli automobilisti, ma minacciano l'intera catena economica: i gestori ricordano che l'aumento dei carburanti si riflette subito sui costi del trasporto merci e sugli alimentari. La richiesta generale che si solleva dalla città è unanime e chiara: serve un intervento definitivo da parte delle istituzioni.














