"Chiediamo che la violenza sessuale venga considerata per ciò che è: un reato gravissimo, capace di lasciare conseguenze profonde e durature nella vita di una persona". L'imperiese Giulia Khater, 20 anni, studentessa di Scienze Politiche ha lanciato una petizione online intitolata “Violenza sessuale a Imperia: più tutela per le vittime e pene più incisive”.
L'iniziativa prende spunto dai recenti episodi di cronaca che hanno interessato Imperia: nella notte tra il 22 e il 23 agosto, al termine della Notte Bianca, una minorenne sarebbe stata seguita per circa quaranta minuti e successivamente aggredita, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. Per la vicenda, il 27 agosto la polizia aveva arrestato un 19enne, accusato di violenza sessuale aggravata. Il giudice del Tribunale di Imperia non ha convalidato il fermo e il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Un caso analogo è avvenuto anche a Torino dove il gip ha deciso di scarcerare un uomo di 42 anni accusato di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne.
"Voglio trasformare l’indignazione e la preoccupazione in una richiesta concreta di maggiore tutela per le vittime e di maggiore attenzione sul tema della violenza sessuale", spiega Khater. "Denunciare non deve significare avere paura di non essere protetti. E commettere una violenza sessuale non può essere considerato un fatto di poco conto".
"Questi casi ci portano a porci una domanda scomoda: è davvero sufficiente ciò che oggi il nostro sistema garantisce alle vittime? E ancora: di fronte a reati sessuali così gravi, è giusto che la risposta possa consistere, nei casi previsti dalla legge, in misure cautelari che lasciano l’indagato libero o ai domiciliari? E le pene previste e concretamente applicate sono davvero abbastanza incisive da tutelare le vittime e trasmettere alla società la gravità di questi reati?".
Prosegue Khater: "Non chiediamo vendetta. Non chiediamo di sostituirci alla giustizia. Chiediamo che la violenza sessuale venga considerata per ciò che è: un reato gravissimo, capace di lasciare conseguenze profonde e durature nella vita di una persona. Chiediamo alle istituzioni di interrogarsi sull’efficacia delle norme, delle misure di protezione e delle pene previste per questi reati. Perché chi trova il coraggio di denunciare deve essere protetto. Perché la paura della vittima non può pesare meno della libertà di chi è accusato. E perché la dignità, la sicurezza e il futuro di una vittima non possono essere il prezzo da pagare per aver trovato il coraggio di parlare".














