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Economia | 29 agosto 2026, 07:00

Come l'industria navale riduce gli sprechi di materiale

Ottimizzare il taglio delle lamiere nella costruzione navale riduce i costi in modo significativo. Come funziona il processo e perché richiede competenze specifiche.

Come l'industria navale riduce gli sprechi di materiale

Nell'industria manifatturiera, sprecare materia prima significa sprecare denaro. È un principio ovvio, ma la sua applicazione pratica è tutt'altro che semplice, soprattutto in settori dove i materiali hanno costo elevato e le geometrie dei pezzi da lavorare sono complesse. La costruzione navale è uno di questi settori: le lamiere d'acciaio navale e di lega di alluminio marino rappresentano una voce di costo rilevante in ogni commessa, e la loro gestione efficiente ha un impatto diretto sulla competitività del cantiere.

Una delle leve principali per ridurre questi sprechi è il nesting: il processo di ottimizzazione computazionale con cui si pianifica il taglio dei pezzi metallici dalle lastre di materia prima. Un termine tecnico poco noto al grande pubblico, ma che nei cantieri navali più efficienti è diventato una pratica consolidata con risultati economici misurabili.

Il problema del taglio delle lamiere nella costruzione di una nave

Per costruire uno scafo navale in acciaio o alluminio, migliaia di pezzi di forme diverse devono essere tagliati da lastre di metallo. Questi pezzi hanno geometrie complesse — curve, sagome irregolari, fori in posizioni specifiche — che derivano direttamente dalla forma dello scafo. Come si dispongono nel modo più efficiente possibile su una lastra, lasciando il minimo di scarto?

Rispondere a questa domanda manualmente, o con strumenti di pianificazione approssimativi, porta inevitabilmente a sprecare una quota significativa di materiale. La ricerca della disposizione ottimale di un insieme di forme irregolari su una superficie è un problema matematico complesso, che richiede algoritmi specifici per essere risolto in modo efficiente.

Cosa è il nesting e come funziona

Il nesting navale è la risposta a questo problema. Attraverso software specializzati che utilizzano algoritmi di ottimizzazione combinatoria, i pezzi da tagliare vengono disposti sulle lastre disponibili nel modo più efficiente possibile, minimizzando gli sfridi e massimizzando la resa del materiale.

I risultati che si ottengono con un processo di nesting strutturato rispetto a una pianificazione manuale o semi-automatica sono documentati nella pratica dei cantieri che lo adottano: riduzioni degli sprechi nell'ordine del 20-30% sono realistiche su commesse di costruzione navale di medie dimensioni. Su materiali che possono rappresentare centinaia di migliaia di euro di costo per commessa, l'impatto economico è tutt'altro che trascurabile.

Ma il nesting navale non è semplicemente l'applicazione di un software generico di ottimizzazione geometrica. Presenta specificità che lo rendono una disciplina a sé: la complessità delle geometrie dei pezzi, i requisiti di tracciabilità dei materiali imposti dagli enti di classifica internazionali — che richiedono che ogni pezzo strutturale sia tracciabile fino al certificato della lastra da cui proviene — e la necessità di integrazione con la progettazione strutturale dell'imbarcazione sono elementi che richiedono competenze specifiche e strumenti adattati al settore.

Chi gestisce il nesting nei cantieri navali italiani

La gestione del nesting varia significativamente da cantiere a cantiere. I grandi gruppi cantieristici hanno spesso risorse interne dedicate. I cantieri di medie dimensioni, più diffusi nel tessuto produttivo italiano, si affidano frequentemente a studi tecnici esterni specializzati, che gestiscono il nesting in integrazione con la progettazione strutturale dell'imbarcazione.

Questa seconda soluzione ha un vantaggio strutturale: quando il nesting viene sviluppato dallo stesso team che ha progettato la struttura, qualsiasi modifica al progetto viene automaticamente recepita nei piani di taglio, eliminando il rischio di disallineamenti tra versioni diverse del modello — uno degli errori più frequenti e costosi nei cantieri che separano le due attività.

Nel comprensorio spezzino, realtà come Ship Design Group di Castelnuovo Magra offrono questo servizio in modo integrato con la progettazione navale, lavorando per cantieri distribuiti lungo la costa tirrenica e adriatica. Un esempio di come competenze tecniche specializzate, sviluppate in un territorio con forte vocazione navale, riescano a rispondere alle esigenze di un mercato che sempre più premia l'efficienza dei processi produttivi.

Efficienza produttiva e competitività della cantieristica italiana

La capacità di ottimizzare i processi produttivi — riducendo gli sprechi, abbassando i costi, migliorando la qualità degli output — è uno dei fattori che determinano la competitività della cantieristica italiana sui mercati internazionali. In un settore in cui i cantieri asiatici competono spesso sul prezzo, la risposta italiana non può che essere la qualità e l'efficienza: fare meglio, non necessariamente a meno.

Investire in processi come il nesting professionale è una delle strade percorribili in questa direzione. Non una soluzione miracolosa, ma un contributo concreto e misurabile alla riduzione dei costi di produzione, che si somma ad altri fattori — qualità della progettazione, affidabilità dei fornitori, esperienza del personale — per costruire un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.



 

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