La denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa annunciata dal sindaco Claudio Scajola nei confronti del consigliere comunale dem Ivan Bracco infiamma il dibattito politico cittadino. I gruppi di opposizione contestano la scelta del primo cittadino e definiscono l'iniziativa "un episodio senza precedenti nella storia del parlamentino imperiese, rivendicando il diritto alla critica e al confronto nell'esercizio del mandato elettivo".
La capogruppo del Partito Democratico, Loreana Modaffari, difende l'operato del consigliere Bracco e attacca il clima politico instauratosi in Consiglio comunale. "La perdita di controllo dimostrata dal sindaco Claudio Scajola è ormai evidente. Quando il potere entra nella fase del declino, spesso si traduce in accentramento delle decisioni, intolleranza verso le critiche e rifiuto del confronto. È una dinamica che oggi vediamo anche a Imperia. Il consigliere Bracco ha sempre svolto un'opposizione sui temi amministrativi, senza mai trascendere nell'attacco personale, mentre in questi anni è stato lui stesso oggetto di allusioni e tentativi di delegittimazione. La giurisprudenza riconosce ai consiglieri comunali un ampio diritto di critica nell'esercizio del proprio mandato, e riteniamo che questo sia esattamente il caso. Sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche attraverso le registrazioni delle sedute del consiglio comunale. Al sindaco rivolgiamo un invito: prenda atto del tempo che passa, riconosca gli errori compiuti nella gestione della città e abbandoni la logica dello scontro permanente, tornando a un confronto democratico e costruttivo nell'interesse degli imperiesi".
Anche Lucio Sardi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, parla di un atto che, a suo giudizio, rappresenterebbe un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra maggioranza e opposizione: "La denuncia per diffamazione aggravata annunciata da Scajola in apertura di Consiglio contro il consigliere Bracco è l'ultimo episodio di una maldestra strategia di intimidazione messa in campo dal sindaco e dalla sua maggioranza. Una strategia che dimostra un'insofferenza al dibattito democratico, già emersa nella precedente seduta con la denuncia dello 'scandalo' sui tempi degli interventi delle opposizioni e con l'irrigidimento della presidenza del Consiglio sull'esame di ammissibilità di interrogazioni e mozioni, che ha portato a rifiutarne alcune. Come al solito la destra alza i toni, attacca, insulta e ora denuncia, per poi subito dopo fare la vittima attribuendo i propri metodi e comportamenti agli avversari politici. A questo tentativo la nostra risposta sarà la difesa delle nostre prerogative e dei nostri diritti democratici, senza arretrare nel nostro impegno di analisi e critica dell'operato di una maggioranza che si avvicina alla fine del proprio mandato sempre più nervosa e in affanno".
Sulla necessità di preservare il confronto istituzionale interviene anche Enrico Lauretti di Società Aperta – Imperia di Tutti: "Società Aperta – Imperia di Tutti più volte in Consiglio comunale ha espresso la sua visione di una politica fondata sul dialogo, sul confronto, sul rispetto reciproco e su un'amicizia civile, come ha raccomandato il Presidente Mattarella. Purtroppo questi esiti giudiziari, in sostituzione di un sano e libero dibattito politico, non vanno nella direzione da noi auspicata. Ci adopereremo comunque, come sempre, affinché in prevalga uno spirito politico fondato non sullo scontro, ma sulla reciproca legittimazione".














