Storico incontro (non era mai avvenuto prima che un segretario fosse sostituito mentre era ancora in vita) tra il neo responsabile nazionale del Pci, Achille Occhetto e il suo predecessore, l’onegliese Alessandro Natta.
L’incontro si è svolto all’aperto, tra la gente di Imperia, lungo la strada che costeggia il mare. Natta è apparso in buona salute, a pochi mesi dall’infarto di fine aprile, portando alle sue dimissioni da segretario del Partito Comunista Italiano nel mese di giugno. Da allora Natta era tornato a vivere nella sua casa imperiese di vico Pescatori. Spiritoso e sempre pronto alla battuta Natta, schivo e quasi imbarazzato Occhetto, lo storico incontro è avvenuto nel pomeriggio, quando la calura ha concesso una tregua.
Una visita di cortesia, un viaggio lampo da Roma per Occhetto, giusto in tempo per salutare l’ex leader prima della sua partenza con la moglie per la casetta di montagna, sul Colle del Melogno, entroterra savonese. Occhetto è arrivato a Oneglia alle 16.45 su un’Alfa Turbo 75. Accompagnato dal segretario provinciale Giovanni Rainisio, dal vice sindaco Fulvio Vassallo e dall'ex parlamentare Mauro Torelli, si è intrattenuto in casa, con Natta, per più di un’ora. Top secret il contenuto del passaggio di consegne. “Una visita che ha un suo grande significato”, si è limitato a dichiarare Rainisio.
Alle 18, Natta e Occhetto, in elegante completo scuro, sono comparsi iniseme davanti al portone. L'ex segretario in camicia bianca e con la giacca sotto al braccio. “Quanta gente, se lo avessi saputo mi sarei messo la cravatta”, ha ironizzato dopo aver visto il foto gruppo di giornalisti e curiosi accorsi in vico Pescatori. Lucido, abbronzato, cammina a piccoli passi, appoggiandosi di tanto in tanto alla spalla di Vassallo. “Devo rassegnarmi a usare il bastone”, ci scherza su. Il codazzo di funzionari, agenti della scorta, cronisti e fotografi al seguito della coppia si è poi avviato verso la spianata di Borgo Peri, per salutare i compagni al lavoro per il montaggio degli stand del Festival dell'Unità.
“Vieni Achille che ti spiego i venti”, dirà Natta al successore, amante della vela, praticata abitualmente sui mari della bassa Toscana, proprio come farebbe un insegnante farebbe con l'allievo. Lungo la passeggiata, altra battuta. “Vedi Achille, ogni mattina, passeggio sin laggiù, dal faro. Mi siedo in faccia al mare aperto. Mi sembra un ponte di comando, e non avendo io più altri comandi…”. Risata generale, compresa quella di Occhetto. Al neo segretario Natta farà anche da cicerone, indicandogli le ex Ferriere, le industrie locali, il Capo Berta di Coppi. La camminata finirà al Baretto di Borgo Peri con un brindisi al the freddo. Quindi Occhetto si alza per ripartire, Natta lo abbraccia e lo saluta cordialmente. “Stai bene. E mi raccomando, riposati”. Il corteo di auto si mette in moto, le sirene spiegate. I














