Entrano in banca, minacciano cinque dipendenti ma, alla fine, per paura dell’allarme eventuale lanciato dall’addetta alle pulizie decidono di darsi precipitosamente alla fuga. L’incredibile tentata rapina avvenne il giorno dopo Ferragosto del 1983, all’alba, nella centralissima sede della Banca Commerciale di Imperia di piazza Dante-via della Repubblica.
Inutili per ora le ricerche della polizia. Ma torniamo all’epilogo. Anche se non era presente sul posto, a far fallire la rapina fu appunto la donna delle pulizie: per timore che si fosse dileguata per dare l’allarme, i banditi preferirono infatti rinunciare al colpo, battendo precipitosamente in ritirata prima dell'arrivo della polizia. L’assalto, studiato con cura e nei minimi dettagli, naufragò così in maniera quasi comica.

La squadra mobile della questura setacciò la città e i dintorni di Imperia: dei malviventi, però (probabilmente allontanatisi con l’aiuto di un complice), nessuna traccia. Alle 6, due individui si introdussero nel portone del palazzo di viale della Repubblica, a fianco dell’ingresso principale della banca, che fa angolo con piazza Dante. Saliti al secondo piano, forzarono la porticina dell’entrata secondaria della filiale. Si nascosero quindi all’interno, attendendo pazientemente l’arrivo dei primi impiegati.
Alle 7.50, infatti, se ne presentarono in sede ben cinque, tra loro anche il capo ufficio. A questo punto, dipendenti e funzionario si videro improvvisamente puntare contro due pistole. A impugnarle due giovani a viso scoperto, guanti neri, pantaloni lunghi e maglietta. “Ora sedetevi ai vostri posti e state calmi. Aspettiamo che vengano anche i vostri colleghi…".
L’intenzione era forse quella di farsi accompagnare nel caveau. A uno dei rapinatori, però, venne un sospetto. “Dov’è la donna delle pulizie che a quest’ora è sempre qui?”, chiese preoccupatissimo. “Non lo sappiamo, forse non è neppure venuta”, risposero gli impiegati. I due malviventi si guardarono negli occhi e con un rapido gesto d’intesa presero le decisione di darsi alla fuga. Alle 8 in punto squillò poi il telefono del 113. “Presto, fate presto, hanno cercato di rapinare la Banca Commerciale di Oneglia, venite subito”. Quindi la corsa delle volanti a sirene spiegate.














