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Imperia Città | 29 giugno 2026, 18:05

Ex Isnardi, il curatore fallimentare replica al Comitato: "Difficile murare gli accessi del complesso"

Secondo Giuseppe Musso, "serve una soluzione condivisa"

Ex Isnardi, il curatore fallimentare replica al Comitato: "Difficile murare gli accessi del complesso"

Proteste e una raccolta firme da parte del Comitato di via XXV Aprile per lo stato di degrado in cui versa l’ex stabilimento Isnardi, al centro di segnalazioni per occupazioni abusive, rifiuti e  sicurezza. Sulla vicenda interviene per la prima volta il curatore fallimentare Giuseppe Musso, che ricostruisce gli sviluppi degli ultimi anni e replica alle richieste avanzate dal Comitato:  "Nel complesso immobiliare risultano presenti anche unità di proprietà di soggetti terzi, tra cui un supermercato, locali commerciali già adibiti a sportello bancario e posti auto ceduti al Comune, oggi interessati da criticità strutturali e ricorrenti allagamenti. Attualmente risultano operativi soltanto il supermercato con il relativo parcheggio e alcuni locali al piano terra, destinati però alla liberazione per scadenza contrattuale".

"Subito dopo la dichiarazione di fallimento, il Giudice delegato ha nominato un custode giudiziario, che negli anni ha segnalato ripetuti episodi di occupazione abusiva ai piani superiori. La procedura è intervenuta più volte con misure di sicurezza, tra cui la chiusura degli accessi, la sostituzione di serrature e il ripristino dei varchi divelti".

"Nel 2025 il condominio ha approvato la realizzazione di una nuova cancellata per impedire l’accesso ai piani inferiori. Parallelamente, è peggiorata la situazione delle aree esterne, con accumulo di rifiuti e presenza di veicoli non autorizzati che hanno provocato danni alla pavimentazione e alle infrastrutture. Per tali spazi, oggetto di una convenzione con il Comune che prevede una servitù di uso pubblico e la manutenzione a carico dell’ente, la Curatela ha più volte sollecitato interventi agli uffici competenti, senza esiti definitivi nonostante i sopralluoghi congiunti. Nel gennaio 2026 la procedura è tornata formalmente a segnalare il degrado, annunciando anche un intervento di pulizia straordinaria. A maggio, pur non essendo di sua competenza, la Curatela ha comunque disposto una bonifica delle aree esterne e lo sgombero degli occupanti abusivi con l’ausilio delle forze dell’ordine, poi tornati nei giorni successivi. A giugno è stata autorizzata una nuova operazione di rimozione dei materiali presenti nei locali di competenza, che verrà eseguita entro luglio da una ditta specializzata.

Resta, però,  aperta la questione degli accessi allo stabile, difficilmente eliminabili in modo definitivo per la presenza di vani scala condominiali e per esigenze legate alla normativa antincendio, come evidenziato dalle verifiche tecniche. “È estremamente difficile accogliere la richiesta di murare tutti gli ingressi – osserva Musso – trattandosi di un condominio con accessi condivisi e vincoli di sicurezza che non possono essere ignorati”.

Giuseppe Musso, auspica infine, "una collaborazione tra soggetti pubblici e privati e un intervento coordinato delle autorità competenti per arrivare a una soluzione stabile della vicenda".

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