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Vela | 06 giugno 2026, 19:18

Raduno Vele d’Epoca, arrivano 600 mila euro: la sfida ora è riportare le barche a Imperia

Il sostegno del ministero del Turismo garantisce 200 mila euro all’anno per tre anni, colmando il vuoto lasciato dai grandi sponsor

Raduno Vele d’Epoca, arrivano 600 mila euro: la sfida ora è riportare le barche a Imperia

Le risorse finanziarie ci sono, le barche forse. In sintesi potrebbe essere il panorama del prossimo Raduno di Vele d’Epoca considerato che il ministero del Turismo lo supporta con un protocollo di intesa per un contributo di ben 600 mila euro per il prossimo triennio, ovvero con un finanziamento di 200 mila euro all’anno. Un contributo che colma tranquillamente la mancanza di uno sponsor importante e generoso.  Lontani i tempi quando il Raduno era supportato da prestigiose aziende come Prada, Agnesi e Carli che, purtroppo, da anni hanno deciso di "tirare i remi in barca". L’attività di Prada, ormai, è tutta incentrata sulla Coppa America mentre una delle due aziende imperiesi ha praticamente abbandonato il capoluogo e l’altra evidentemente ha deciso di navigare su altre rotte. 

E quelli erano i tempi quando il Creole, il fantastico tre alberi delle sorelle Gucci, da solo rappresentava il più maestoso simbolo iconico del Raduno e appariva il dominatore delle centinaia di legni che allora affollavano la banchina di calata Anselmi

Nelle ultime edizioni, ritornate alla cadenza annuale come era in origine, il numero dei partecipanti è notevolmente calato: vero che la quantità non condiziona la qualità e il valore dello spettacolo ma indubbiamente la partecipazione di quaranta o sessanta barche incide sulla valenza anche mediatica dell’evento. Insomma è necessario creare attrazione per il raduno imperiese, uno dei primi organizzati nell’area mediterranea, motivato dalle esperienze della Costa Azzurra antesignana dei raduni con l’evento di Saint Tropez

In effetti, proprio la più famosa località della "Cotè" può vantare una enorme flotta, la scorsa edizione de "Le voiles de Saint Tropez"  ha avuto la partecipazione di oltre 200 barche in acqua: numeri che fanno impallidire le presenze di qualsiasi evento italiano. In effetti sono ancora centinaia le lignee opere d’arte dei maestri d’ascia e, per gran parte, sono proprio su quella costa francese. Bisogna andare a prenderle per portarle ad affollare il golfo di Imperia a settembre.

Ino Gazo  

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