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Attualità | 20 maggio 2026, 07:19

Confesercenti Imperia ribadisce il fermo “no” ai centri commerciali

Il presidente Sergio Scibilia, “Difendiamo i piccoli negozi, colonna portante del territorio e del nostro Paese”

Confesercenti Imperia ribadisce il fermo “no” ai centri commerciali

Al centro dell’azione di Confesercenti Imperia ci sarà ogni iniziativa utile a preservare il tessuto economico locale, contrastare la desertificazione commerciale e tutelare l’identità delle città della provincia, ribadendo un “no” categorico alla nascita di nuove grandi strutture di vendita.

Questa la linea d’azione tracciata dal neo eletto presidente provinciale di Confesercenti Imperia, Sergio Scibilia, che ha voluto definire fin da subito i punti cardine del proprio mandato, mettendo al centro la salvaguardia delle micro, piccole e medie imprese del commercio e dell’artigianato locale.

“Invieremo una richiesta formale a tutti i 66 sindaci della provincia per chiedere una modifica dei Piani del Commercio comunali, con l’obiettivo di rafforzare la protezione del commercio di vicinato e tutelare strumenti storici e umani del territorio”, spiega Scibilia.

L’associazione chiede inoltre l’introduzione di fasce di tutela attorno ai centri urbani e storici, applicando il limite massimo consentito dalla normativa regionale. “Dobbiamo estendere la protezione massima proprio per l’importanza che diamo al commercio di vicinato e alla tutela dei centri abitati”, sottolinea il presidente.

Secondo la proposta di Confesercenti, nelle aree soggette a tutela non dovrebbero sorgere nuovi centri commerciali. Contestualmente, l’associazione invoca anche misure contro il degrado urbano, l’abusivismo commerciale e il mercato della contraffazione, oltre a una maggiore regolamentazione degli orari di chiusura per pubblici esercizi e attività economiche. L’obiettivo è dare un segnale concreto a sostegno dei negozi di prossimità e delle botteghe storiche, considerate un elemento fondamentale non solo per i residenti ma anche per l’attrattività turistica del territorio. “Le nostre città devono sviluppare investimenti senza sacrificare i presidi commerciali per i residenti. Le botteghe storiche e artigiane rappresentano autenticità e passione umana, valori che le grandi strutture non possono offrire”, aggiunge Sergio Scibilia.

La posizione dell’associazione resta quindi immutata. “Confesercenti Imperia esprimerà sempre parere negativo di fronte a qualsiasi progetto di apertura di nuovi centri commerciali o grandi parchi dello shopping nella nostra provincia”, dichiara il presidente.

Secondo l’analisi dell’associazione, la proliferazione delle grandi superfici di vendita non genera ricchezza diffusa, ma sottrae risorse economiche ai centri storici e alle periferie, contribuendo alla chiusura dei negozi e alla desertificazione urbana.

Per questo Confesercenti Imperia lancia un appello alle amministrazioni locali e agli enti competenti affinché venga sostenuto il commercio locale e valorizzati i cosiddetti centri commerciali naturali, evitando nuove colate di cemento e la costruzione di grandi capannoni. “Non può prevalere soltanto la logica del profitto e delle nuove entrate garantite dalla grande distribuzione. Bisogna considerare anche la vivibilità dei quartieri, la sopravvivenza economica di migliaia di famiglie e la qualità della vita”.

Il presidente richiama infine anche la proposta di legge popolare promossa da Confesercenti nazionale per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, iniziativa che sarà sostenuta anche attraverso una raccolta firme. “La nostra provincia ha bisogno di incentivi per le start-up giovanili, di sgravi fiscali per chi resiste nei piccoli borghi e di investimenti sul decoro urbano, non di nuove cattedrali nel deserto”, conclude. “Noi saremo sempre in prima linea, pronti a difendere chi ogni giorno alza la saracinesca con coraggio e passione”.

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