Imperia ha un nuovo sindaco: si chiama Bartolomeo Re, democristiano, 63 anni, professione notaio. Nativo di Dolcedo, vive in una bella e antica casa di vi Cascione, centro storico di Porto Maurizio. Dopo un lungo celibato, dieci anni fa ha sposato Maria Giuseppina Acquarone. Non ha figli. Figura popolarissima in città, Re è il secondo contribuente del capoluogo. Per il 1976 ha denunciato all'ufficio imposte 55 milioni di lire (secondo solo al notaio Nicolò Temesio, 75 milioni di lire).
Il canovaccio del Consiglio comunale che ha portato alla nomina di Re ha avuto come registi Alessandro Scajola e Renato Pilade. Le dimissioni del primo, che ha abdicato per presentarsi in Parlamento, sono state accolte con 33 voti a favore, 2 le schede bianche. Alle urne tutto si è svolto senza colpi di scena: Re, quinto sindaco della città dal 1975 a oggi dopo il comunista Mauro Torelli, il socialista Francesco Ruscigni (in carica per pochissimi giorni) e i democristiani Pippo Vassallo e, appunto, Alessandro Scajola, è stato eletto con 21 sì e 16 schede bianche.
Re, che accetterà l’incarico dopo una breve pausa di riflessione, resterà in carica sino all’8 giugno 1980. Morirà a Imperia il 2 febbraio 1997. Esponente della Democrazia Cristiana, venne eletto nel 1946 al primo consiglio comunale dopo la Liberazione, rimanendo in assise per varie legislature e ricoprendo anche la carica di assessore. Già nel 1964 venne considerato possibile sindaco della città, carica poi riconfermata a Giorgio Luciano Verda. Per un periodo fu anche assessore in Provincia. Attivo nello sport e nell’associazionismo cittadino, fu per molti anni presidente dell’Unione Sportiva Maurina, presidente del Circolo Goliardico, Lions Club, Serra Club, banda cittadina e presidente onorario della Croce Bianca dalla sua ricostituzione nel 1974.














