Il “caro Autofiori”, con tariffe più che raddoppiate, strozza il Ponente. E gli autotrasportatori, per protestare, minacciano il blocco dell'Aurelia.
“Bloccheremo la statale con i nostri mezzi pesanti se l’Autostrada dei Fiori non ridurrà le tariffe, più che raddoppiate, l’aumento è stato del 101%, a partire dal 1° febbraio scorso”. L’urlo dei conducenti di camion e bisonti della strada si alza alto e forte. Il gruppo è folto: almeno 170 gli autotrasportatori della provincia di Imperia, a cui vanno aggiunti non pochi automobilisti, già scesi sul piede di guerra per i rincari da record dei pedaggi.
Sull’Autofiori la circolazione è calata del 12% mentre sull'Aurelia, già vecchia e limitata per conto suo, il traffico pesante sta vistosamente aumentando: da Imperia a Finale Ligure bastavano tre quarti d’ora di strada, ora ci vuole anche adesso un’ora e mezza, specie negli orari di punta della giornata. II rischio paralisi è sempre più concreto, soprattutto con l’approssimarsi dalla stagione turistica. Il Consorzio autotrasportatori imperiese dispone di 25 autotreni.
“Abbiamo deciso che, quando non c'è fretta, i nostri autisti percorrano di preferenza la via Aurelia”, conferma il presidente, Ugo Oreggia. La situazione, all'interno della categoria, è calda. C’è chi parla di crisi, altri corrono il rischio di chiudere l’azienda. “Una batosta, abbiamo subito danni gravissimi. I nostri traffici si fanno in prevalenza tra Imperia e Genova, siamo costretti a utilizzare l'Autofiori, Il pedaggio incide per il 12-13% sul ricavo dei trasporti, ed è troppo, davvero. A queste condizioni insopportabili parecchi di noi sono stati obbligati a eliminare alcuni servizi, perché non erano più remunerativi”, incalzano i titolari delle aziende di autotrasporto.














