Scoppia la polemica in città per la realizzazione di un canile comunale: a una petizione che si oppone alla costruzione dell’opera in un terreno isolato della Valle Impero, se ne contrappone un’altra che sollecita il Comune ad affrontare con urgenza i propri obblighi legali.
In mezzo, con il delicato compito di dover decidere, il sindaco, Giovanni Gramondo. Soltanto una decina di anni fa, Imperia salì al disonore della cronaca nazionale ed estera per l’intervento notturno di una ruspa, nel greto del torrente Impero, al fine di spianare al suolo, su ordine dell’allora sindaco, il canile abusivo sorto alla foce, l’unico però esistente in città. Un’ottantina di animali vennero massacrati, alcuni addirittura sepolti vivi. Da allora la Lega per la difesa del cane si è fortemente battuta per richiamare e sollecitare il Comune alle proprie responsabilità, in primis per realizzare un canile razionale: scartati uno dopo l’altro numerosi terreni per le proteste degli abitanti, ne venne scelto uno lungo la strada che conduce alla frazione di Sant’Agata.
Ma anche quest’ipotesi, per svariati motivi, venne contestata, soprattutto per motivi igienico-sanitari e di ordine pubblico. “Ora abbiamo individuato un terreno del tutto fuori mano e abbiamo chiesto al Comune di intervenire con apposito finanziamento, come prescritto dalla legge – avvisa Maria Balzaretti, consigliere nazionale della Lega per la difesa del cane - sembrava tutto risolto ma anche qui, non appena sono iniziati i lavori per spianare il terreno, sono partite le proteste. Cerchiamo ora di raccogliere quante più firme possibili per convincere il Comune a non rinunciare. Un canile razionale, lontano dagli abitati, non può dare fastidio a nessuno”.
Il sindaco Gramondo è comunque ottimista. “La realizzazione del nuovo canile aveva dovuto fermarsi per alcune formalità burocratiche. Il Comune ha già stanziato venti milioni di lire - conferma - i lavori riprenderanno presto. Entro un paio di mesi tutto dovrebbe essere a posto per ospitare gli animali. Su una superficie di circa 5.000 metri si dovrebbero realizzare box e servizi per circa cento quattro zampe”.
“Il problema dei cani abbandonati investe l’intera comunità - conclude Balzaretti - spesso ci capita di trovare cani che vengono legati con il guinzaglio a staccionate. Magari è gente che, dopo averli tenuti per un po’ di tempo, se ne vuole sbarazzare. Sono così bestie traumatizzate. Altre vengono recuperate per le strade e anche sull’Autofiori dopo essere state abbandonate. Vale una sola considerazione, purtroppo: nemmeno il canile più moderno e attrezzato è valido se non suffragato da un maggior rispetto collettivo per i più fedeli amici dell'uomo”.














