“La Voce mi ha fatto iniziare la settimana con un’emozione”, a dirlo è il sindaco di Pontedassio, Fulvio Pezzuto, commentando la storia di Black pubblicata stamattina nella rubrica “Accadde Oggi” curata con dedizione dal nostro Giorgio Bracco. “Devo confessare che mi sono commosso. Black era l’amico fedele di noi bambini e ragazzini di allora”, aggiunge, lasciando trasparire un sentimento autentico, di quelli che non si improvvisano e che riportano indietro nel tempo.
Black non era soltanto un cane randagio. Era un simbolo silenzioso di appartenenza, una presenza discreta ma costante tra le vie del paese, nei cortili assolati, nei pomeriggi interminabili trascorsi a giocare. Non aveva un "padrone", e proprio per questo era diventato il cane di tutti.
In un’epoca in cui le porte restavano socchiuse e i richiami delle madri riecheggiavano per le strade, la comunità era famiglia. E Black ne faceva parte a pieno titolo. Si accoccolava accanto ai bambini, li seguiva nelle scorribande innocenti, vegliava sulle loro risate. Era una presenza rassicurante, un compagno fedele senza bisogno di guinzaglio.
“Mi viene da pensare come allora un cane randagio, non essendo di nessuno, fosse diventato il cane di tutti e uno di famiglia per molti anni. Perché allora la comunità era famiglia”, riflette il sindaco. Il ricordo di Black riporta alla luce un tempo in cui l’identità collettiva era forte, tangibile. Un tempo in cui la responsabilità era condivisa, in cui anche un animale senza casa trovava casa nei cuori delle persone. Non servivano regolamenti o cartelli: bastava il senso naturale di appartenenza.
Oggi, quello stesso ricordo si carica di una sfumatura più malinconica. “Chissà oggi cosa sarebbe Black; forse, con un po’ di amarezza penso, il cane di nessuno. Dobbiamo doverosamente riflettere e lavorarci su”, conclude Pezzuto.
Le parole del primo cittadino del piccolo ma vivace centro della valle Impero non sono soltanto nostalgia. Sono un invito alla riflessione, un richiamo gentile ma fermo a riscoprire il valore della comunità, della cura condivisa, dell’attenzione verso ciò che è fragile o apparentemente marginale.
Black non è più tra le strade di Pontedassio, ma continua a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.














