Pontedassio e la Valle Impero piangono la morte di Black, il cane trovatello amico dei bambini del paese. Negli ultimi momenti della sua vita ha deciso di andare a coricarsi davanti all’entrata della scuola elementare di Pontedassio, lì dove per anni - ogni giorno – si premurava di accompagnare i piccoli in classe, scortandoli dalla piazza del paese sino al portone.
Restava poi accucciato sui gradini sino al termine delle lezioni. Così da anni. “Dapprima, la continua presenza del cane all’ingresso dell'edificio mi aveva dato un po' fastidio - confessa la professoressa Caterina Ramoino - poi, però, ho capito che si trattava di un fatto positivo ed anche educativo per i ragazzi. Quando pioveva, Black cercava di entrare nell’atrio, per ripararsi e io lo lasciavo fare, per non dare un dispiacere agli studenti che lo avevano di fatto adottato”.
Black era capitato per caso a Pontedassio. C’è chi forse era fuggito dal canile pubblico di Imperia, altri che era stato abbandonato sulla statale del Colle di Nava da un proprietario senza cuore. I ragazzi avevano subito familiarizzato con lui: qualcuno gli aveva fatto una carezza, altri gli avevano offerto un po’ della loro merenda. E così, tra gli scolari e il simpatico quattro zampe era nata una profonda amicizia.
La scomparsa di Black, meticcio di colore grigiastro, ha commosso un po' tutti. Chi, infatti, non conosceva questo mansueto randagio dallo sguardo malinconico che era diventato la mascotte del borgo? I più addolorati sono i 150 alunni delle scuole elementari. Simona Trucco, che abita a Poggialto, arriva a Pontedassio alle 7.30 con l’autobus, assieme ad altri compagni. “Black era sempre alla fermata ad attenderci - conferma - era un cane eccezionale, conosceva bene gli orari dei pullman. Ci scortava sino a scuola, e poi tornava indietro per accogliere quelli che giungevano in ritardo”.
Quando i ragazzi in primavera, andavano a far ginnastica al campo sportivo, si cimentava con loro in corse festose. Con la vecchiaia aveva preso anche un’altra abitudine: quella di seguire i funerali e di sostare per ore vicino alla tomba. Durante l’estate, viveva praticamente sulla piazza. A mantenerlo, assenti i suoi piccoli amici in vacanza, erano i commercianti del posto. Qualcosa da mangiare, per lui, c’era sempre. Negli ultimi tempi, però, il peso degli anni aveva cominciato a farsi sentire. Black si era ammalato, non era più vivace come al solito, anche i ragazzi se ne erano accorti. L’altro giorno, alla fermata del solito bus, non c’era. Lo hanno trovato riverso sui gradini della scuola: gli erano mancate le forze per andare loro incontro, ancora una volta. Hanno cercato di rianimarlo. Tutto inutile: il cuore di Black aveva già cessato di battere.














