La bandiera del Ruffini listata a lutto, i palloncini bianchi e azzurri, i compagni motociclisti, gli scouts in uniforme: un silenzio carico di lacrime e incredulità ha avvolto la chiesa di Cristo Re, dove un migliaio di persone ha partecipato all’ultimo saluto a Gabriele Capone, il diciottenne di Sant’Agata tragicamente scomparso lunedì pomeriggio nell’incidente sulla 28.
La funzione è stata celebrata dal parroco don Giampiero Serrato, che nell’omelia ha invitato a stringersi nel ricordo di un ragazzo solare, pieno di sogni e di progetti.
Gabriele frequentava l’ultimo anno delle superiori a Imperia, allo storico istituto “Ruffini”, e si preparava ad affrontare la maturità. Un traguardo vicino, simbolo di un futuro che si stava aprendo davanti a lui e che ora resta sospeso nel cuore di chi lo conosceva. Nei giorni scorsi, proprio al “Ruffini”, sono stati presenti anche gli psicologi dell’Asl per aiutare studenti e insegnanti ad affrontare un’esperienza traumatica che ha lasciato un segno profondo tra i banchi di scuola.














