Non è da tutti i giorni entrare in un teatro non dalla porta principale, ma attraverso il racconto di chi quel teatro lo vive e lo modella ogni giorno. Gli studenti del laboratorio di critica musicale del Vieusseux hanno vissuto pomeriggio fuori dal comune, immersi nel cuore pulsante del Teatro Carlo Felice.
Ad accoglierli, un cicerone d'eccezione: il maestro Federico Pupo, Direttore Artistico del teatro, che ha smesso per un attimo i panni istituzionali per farsi guida appassionata tra i corridoi e le storie di uno dei palcoscenici più avveniristici d'Italia.
Il maestro Pupo ha condotto i ragazzi alla scoperta della complessa tecnologia che si cela dietro la ricostruzione firmata da Aldo Rossi. Dalla vertiginosa torre scenica ai meccanismi che permettono movimenti fluidi e spettacolari, gli studenti hanno potuto toccare con mano la "macchina dei sogni" prima che le luci in sala si spegnessero. Comprendere come nasce una produzione, il dialogo tra la buca d'orchestra e la scena, e le sfide di un’acustica così particolare è un bagaglio inestimabile per chi, poche ore dopo, si sarebbe seduto in poltrona con il taccuino in mano. Dopo l'immersione tecnica e artistica, è arrivato il momento della verità: il debutto della serata con "Il Trovatore" di Giuseppe Verdi.
L’opera, nota per la sua trama oscura e le sue passioni incendiarie, è diventata per gli studenti un banco di prova perfetto. Grazie alle preziose "chiavi di lettura" fornite da Pupo durante il pomeriggio, la visione dello spettacolo ha assunto una profondità diversa. Non più solo ascolto di arie celebri, ma osservazione critica di come le voci – il celebre quadrilatero composto da Leonora, Manrico, Azucena e il Conte di Luna – si muovano in uno spazio scenico studiato nei minimi dettagli.














