"Non esiste alcuno spopolamento del porto turistico di Imperia né una fuga dei diportisti dallo scalo cittadino" A sostenerlo è Stefano Gandolfo, Amministratore Unico di Marina di Imperia (ex Go Imperia), che interviene per chiarire alcune questioni. Chiarimenti arrivano, nonostante i dati raccolti dai diportisti restituiscano un quadro differente, anche sul fronte delle tariffe degli ormeggi, tema particolarmente sensibile per chi frequenta il porto. Contrariamente a quanto riportato, secondo Gandolfo non si sarebbe verificato alcun raddoppio dei costi: gli adeguamenti applicati rientrerebbero infatti in "un aumento massimo del 5% rispetto all’anno precedente", mentre la nautica locale non avrebbe subito alcun incremento tariffario.
Precisazioni anche in merito ai sistemi di misurazione dei consumi idrici. La Marina di Imperia, secondo quanto riferito dall’amministratore unico, dispone di contatori volumetrici e sistemi ad elettrovalvola, strumenti che consentirebbero una rilevazione puntuale dei consumi in metri cubi e garantirebbero trasparenza e correttezza nella fatturazione. Affermazioni che riportiamo per dovere di cronaca, ma che divergono da quanto appreso da numerosi diportisti.
Analogo discorso per i costi del parcheggio. "Sempre secondo Stefano Gandolfo, "il parcheggio all’interno dell’area portuale sarebbe gratuito per tutti i titolari di un contratto di ormeggio, per l’intera durata della permanenza.
Rimane però aperta la querelle con i proprietari dei posti barca, che attraverso Assoporto avevano denunciato di aver ricevuto, alla vigilia di Natale, una comunicazione via mail. Messaggio ritenuto, innanzitutto, non ufficiale da parte di Marina di Imperia, inviato in copia nascosta e in due versioni differenti, nel quale sarebbe stato imposto, a partire dal 1° gennaio 2026, di scegliere tra l’affitto dell’ormeggio o la sua liberazione.
I titolari dei posti barca avevano contestato contenuti, tempi e modalità, giudicando la comunicazione poco trasparente e priva di valore formale. Particolarmente criticata la richiesta di sgombero a fine anno senza un adeguato preavviso, così come la gestione politica dell’intera vicenda, alla luce degli investimenti sostenuti nel tempo dai concessionari.
Pur dichiarandosi disponibili al dialogo e a contribuire allo sviluppo del nuovo porto, i proprietari hanno chiesto "un piano realistico e non faraonico, il riconoscimento delle somme già versate e maggiori certezze sul futuro dello scalo imperiese".














