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Accadde Oggi | 12 gennaio 2026, 07:02

ACCADDE OGGI, 12 GENNAIO 1980. Raddoppiano i disoccupati I sindacati denunciano: “Troppe opere pubbliche ferme al palo”

In soli dieci anni gli iscritti agli uffici di collocamento sono vertiginosamente saliti, anzi raddoppiati

ACCADDE OGGI, 12 GENNAIO 1980. Raddoppiano i disoccupati I sindacati denunciano: “Troppe opere pubbliche ferme al palo”

In soli dieci anni, tra il 1969 e il 1979, gli iscritti agli uffici di collocamento sono vertiginosamente saliti, anzi raddoppiati: da 2.300 a 5.000 (tra questi, 1800 sono giovani). 

Il dato significativo e su cui c’è parecchio da meditare, è fornito dalla Cisl e illustra bene la situazione di crisi occupazionale della Riviera dei Fiori. “Di fronte a un modestissimo incremento demografico, si è registrato un abbondante raddoppio delle persone disoccupate - denuncia Franco Pullia della segreteria provinciale del sindacato - ci sono poi altre cifre indicative. La popolazione attiva si aggira sul 32%, mentre la media nazionale è del 36%. Segno che sono molte le persone anziane,  pensionati che si sono trasferiti a Bordighera, Sanremo o Diano Marina dal Piemonte e dalla Lombardia. Nelle banche, i depositi stanno per superare il tetto dei 1.000 miliardi di lire ma soltanto il 20% di questa montagna di denaro viene reinvestita (a Genova, il tasso è invece del 60%, a Spezia del 50% e Savona del 35%). Insomma, Imperia è ricca, i soldi ci sono, ma nessuno li tira fuori. Anche da qui nasce il peggioramento della situazione industriale. Dieci anni fa, il settore dell'industria dava lavoro a circa 14 mila addetti. Oggi, a stento, si raggiungono i 10 mila”.

Tengono per ora le aziende olearie, non quelle metalmeccaniche, che producevano soprattutto banda stagnata. L’esempio più lampante della crisi è la chiusura della Renzetti. “Eccezionale è stata la riduzione della superficie coltivata a fiori, colata a picco, dagli oltre tremila ettari nel ‘69 a poco più di 1.600 nel '79. Gran parte di questi terreni sono stati rosicchiati dalla speculazione edilizia, si calcola che siano stati persi un migliaio di posti di lavoro. Era un settore trainante, per l'economia imperiese, ora è drasticamente ridimensionato”. Con tali premesse, non si prepara dunque un decennio allegro. Il degrado è evidente, e non ci sono in cantiere iniziative o progetti che incoraggino una ripresa produttiva, secondo la Cisl. Un’ancora di salvezza potrebbe arrivare dalla realizzazione di alcune importanti opere pubbliche: il nuovo porto commerciale, il trasferimento a monte e il raddoppio della ferrovia, l’apertura della statale 28. 

Adesso, per compiere il viaggio in treno da Imperia a Genova ci vogliono quasi tre ore. Essendo una linea internazionale bisogna renderla più percorribile - lo spostamento dei binari eviterebbe strozzature alle località turistiche e offrirebbe loro preziose aree da destinare a strade, parcheggi, giardini pubblici. La Statale 28, indispensabile collegamento con il Basso Piemonte, per ora è agibile sino a Pieve di Teco. Resta l'ostacolo più grosso, il Colle di Nava. II tronco fino a Cantarana non è ancora stato completato. Una volta sistemato, Imperia e Ormea saranno divise da soli 32 chilometri di rotabile. Il traffico commerciale risparmierà almeno mezz'ora”.

Giorgio Bracco

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